martedì 31 ottobre 2023

Benedetto Junck, compositore

Benedetto Junck (Torino, 21 agosto 1852 – 3 ottobre 1903) è stato un compositore italiano
Era figlio di madre italiana e padre alsaziano. Fu inizialmente avviato alla carriera commerciale, e cominciò a lavorare in questo settore a Parigi. Tornato a Torino nel 1870 si rivolse alla musica e studiò poi, con Alberto Mazzucato e Antonio Bazzini, al conservatorio di Milano, città in cui in seguito diede anche vita a frequentate serate musicali. Scrisse musica da camera, canzoni e romanze.
Foto dipinto tratta da Wikipedia
BENEDETTO JUNCK un TESORO NASCOSTO
Segue la traduzione automatica in lingua italiana dell'articolo originale

Sfogliando la prima edizione di 'Grove' alla ricerca di qualcosa di completamente diverso, mi sono imbattuto in quanto segue:

... preminente sotto ogni aspetto sopra gli altri cantautori viventi in Italia è un giovane fiorentino, di nome Benedetto Iunck. Per la bellezza della melodia, l'abile accompagnamento, l'originalità e la grazia, un posto altissimo sarebbe assegnato in qualsiasi paese alla pubblicazione di Iunck 'La Simona'... Junck era una

scoperta troppo recente per avere una voce propria nel Dizionario, ma questo fu corretto qualche anno dopo in Appendice. L'articolo correggeva anche l'ortografia del suo cognome e della sua città di nascita:

JUNCK BENEDETTO, nato a Torino il 24 agosto 1852, da madre italiana e da padre originario dell'Alsazia. Dopo una formazione matematica a Torino, fu mandato in una casa commerciale a Parigi. Fin dall'inizio avrebbe preferito fare della musica la sua professione, ma nonostante i Junck fossero una famiglia benestante, suo padre si oppose alla scelta di una carriera così precaria. La sua predisposizione naturale, tuttavia, si rivelò troppo forte; e invece di dedicarsi strettamente agli affari, Benedetto Junck dedicò il suo tempo principalmente alla musica. L'educazione musicale che portò con sé a Parigi fu scarsa e quasi interamente limitata al pianoforte. Quindi le opere orchestrali dei grandi maestri che ascoltò per la prima volta a Parigi stimolarono acutamente il suo temperamento artistico; e la sua ambizione di dedicarsi alla musica divenne profondamente radicata. Nel 1870 ritornò a Torino come previsto dalla legge per svolgere un anno di servizio militare, e in questo periodo morì suo padre. Ora era libero di seguire le proprie inclinazioni, e all'età di 22 anni si recò a Milano, e si affidò ad Alberto Mazzucato (allora preside del Conservatorio di Milano) per un corso di studi di armonia e contrappunto. Lavorò per un breve periodo anche presso Bazzini.
Nel 1879 Junck si sposò e la sua casa ora è a Milano, dove durante la stagione invernale tiene concerti nella sua casa, dove sono soliti incontrarsi artisti di spicco. Essendo un uomo dotato di mezzi indipendenti, non ha alcun motivo per scrivere se non l'impulso della sua stessa mente. Le sue opere non sono numerose, ma sono tutte caratterizzate da serietà, raffinatezza e cultura.
... la prima delle opere di Junck, 'La Simona', è ancora preminente tra queste per originalità e potenza...
Con questa ricchezza di melodia, conoscenza contrappuntistica e genuino sentimento musicale, Benedetto Junck può senza dubbio essere considerato uno dei il più illustre tra i giovani compositori italiani del presente [1] .''

Ho citato integralmente la parte biografica della voce poiché rappresenta comunque abbastanza bene la somma di ciò che sappiamo di Junck. Morì il 3 ottobre 1903. 'La Simona' (c.1877 [2] ) fu seguita da altre opere vocali, principalmente ambientazioni di Heine in traduzioni italiane, due sonate per violino e pianoforte, un quartetto d'archi e 'Serenata', un ' Poemetto lirico' per soprano, tenore e quartetto d'archi. Quest'ultimo, tuttavia, fu pubblicato solo in un arrangiamento per voci e pianoforte e, come vedremo più avanti, potrebbe non sopravvivere nella sua forma originale. Ulteriori scorci biografici "piuttosto che dettagli" possono essere colti dalla vita di coloro che frequentava.

A Milano fu molto coinvolto nel movimento degli 'Scapigliati'. Questo gruppo di artisti boemi, disordinato per principio, ottenne i maggiori risultati nel campo della letteratura; Boito si mescolò con loro per un certo periodo. I suoi due pittori principali furono Daniele Ranzoni e Tranquillo Cremona. Infatti, per quanto Junck sia ricordato in Italia, lo è come soggetto di un ritratto di Cremona [3] Anche il fratello maggiore di Junck, Enrico (1849-1878), di breve durata, fu un pittore appartenente a questo gruppo [4] Puccini ricordava gli 'Scapigliati' quando scrisse 'La Boh'me'.' A quanto pare, quindi, Junck, con le sue ampie risorse monetarie, ha gradualmente abbandonato il suo ruolo di giovane compositore promettente per quello di una sorta di mecenate benestante dalla cui generosità dipendono tutti questi gruppi di artisti "belli e dannati". Il giovane e malato Alfredo Catalani, ad esempio, ricevette presto incoraggiamento e sostegno dalla famiglia Junck. Ha ripagato il debito in vero stile "bohémien" avendo una relazione con la moglie di Junck, Teresa.

I compositori vanno e vengono, ma è stato sorprendente trovarne uno così quotato in un augusto dizionario britannico e oggi totalmente dimenticato 'in Italia non meno che altrove. Generalmente i nomi persistono anche quando la musica no. La curiosità richiese una visita al Conservatorio di Milano, la cui biblioteca risultò contenere tutte le poche opere che Junck aveva pubblicato. 'La Simona' sembrava il punto più ovvio da cui iniziare. Il presente articolo è stato concepito in concomitanza con la registrazione di questo ciclo e degli altri lavori per voce e pianoforte su Sheva Collection, nella quale sono stato affiancato da due cantanti italiani, Ninny Nobile e Vito Martino. Si spera che sia i progetti di registrazione che l'articolo stesso si espandano gradualmente per coprire gli altri lavori di Junck.

LA SIMONA


Le parole per 'La Simona' furono scritte 'appositamente, si presume' da Ferdinando Fontana (1850-1919). Fontana è ricordato soprattutto come librettista delle prime due opere di Puccini, "Le Villi" (1884) e "Edgar" (1889). Gli altri suoi libretti ne includono due per Franchetti e ha anche fornito una versione italiana di "Die lustige Witwe" di Leh'r. "La Simona" presagisce "Le Villi" nella sua ossessione per le vecchie leggende sinistre.

Le prime due canzoni presentano i personaggi della fiaba come stereotipi rustici, Simona al filatoio (1) e Pasquino un ragazzo semplice a cui piaceva bere e un giorno cambiò idea sotto una veranda (2). Non ci viene detta l'epoca in cui è ambientata la storia; basti dire che questi elementi lo rendono distante dal nostro tempo e anche da quello di Junck. L'ascoltatore potrebbe notare il fugace riferimento ai fiori, in particolare nella canzone di Pasquino, poiché sono fondamentali per quanto segue.

Il primo dei duetti (3) rivela una situazione curiosa, poiché ogni personaggio ha un concetto di amore fatalmente diverso. Simona desidera restare per sempre tra le braccia di Pasquino, mentre lui desidera morire guardando il suo volto. Le tessiture scelte, molto acute per il tenore, meno per il soprano, sembrano destinate a far dominare Pasquino nella musica.

Pasquino ora implora Simona di accompagnarlo in un giardino che conosce, pieno di fiori e dove il sole non penetra tra i folti rami (4). Simona promette di venire domenica prossima e non vede l'ora di dichiarargli il loro amore lì in giardino dove si siederà accanto a lui e lo bacerà (5).

Nel loro secondo duetto (6) camminano per campi e strade deserte, finalmente uniti nei loro pensieri. Eppure per loro questa è solo la strada verso il giardino. La loro felicità attuale, di cui sono appena consapevoli, è in realtà il culmine del loro amore.

La coppia entra nel bosco (7). Simona, palpitante come quando vide Pasquino per la prima volta, dice addio al bel cielo azzurro. Pasquino comincia ora a raccontare vecchie leggende (8). In particolare racconta di un gruppo di fate che si erano radunate in questa stessa foresta. Colpite dalla morte dei loro mariti e amanti, implorano le erbe della foresta di concedere loro un destino simile. In questo brano la tessitura alta finora utilizzata per il tenore viene sostituita da una gamma più baritonale, consentendo al cantante di presentare Pasquino sotto una luce nuova, spaventosa.

Sconcertata, Simona protesta che Pasquino la fa piangere quando vuole essere felice (9). Per lei il bosco è un luogo di bellezza, di profumi, colori e miele. Ma Pasquino prosegue implacabile (10): le erbe sono più misteriose delle foreste stesse, ci sono essenze fatali nei succhi delle rose. Le mostra una foglia che è come l'amore stesso; tenta le labbra ma chi lo assaggia muore. Dichiara di non aver paura dell'amore, perché la sua forza è in lei. Né dunque teme questa foglia, che assaggia e poi cade a terra, divorata dal terribile veleno.

Nelle ultime due canzoni Simona si rivolge agli astanti. All'inizio non ci crederà quando diranno che Pasquino è morto; in seguito dovrà accettare che sia così (11). Nella canzone finale racconta come è successo (12); mentre racconta come ha assaggiato la foglia, lo fa lei stessa. Chiamata dalle fate, muore raccomandando la sua anima al dolce amore.

Questo racconto decadente, forse influenzato dai "Fiori del male" di Baudelaire, inverte il tema romantico del potere redentore dell'amore. L'amore diventa qui una forza distruttiva.

Il titolo stesso è curioso. I lettori sapranno che un buon numero di opere italiane prendono il nome dalle loro eroine: Norma, Aida, Tosca e così via. E sapranno che davanti ai nomi 'La Norma, L'Aida, La Tosca non c'è l'articolo determinativo. I lettori che hanno studiato l'italiano, con un insegnante o su un libro, sapranno che, mentre l'italiano usa l'articolo determinativo in in un certo numero di casi in cui l'inglese non lo fa, non viene utilizzato con il nome di una persona. Chi però ha imparato l'italiano sul campo, e lo ha imparato nel Nord Italia, saprà che lì è diffusa l'abitudine di usare l'articolo determinativo con il nome di persona 'la Giulia, la Francesca ecc. Si tratta di un'usanza colloquiale e I parlanti istruiti sanno bene che non è proprio l'italiano corretto.

È improbabile che Fontana e Junck facessero un uso ignorante di una forma colloquiale che forse ai loro tempi non esisteva nemmeno. L'utilizzo dell'articolo ha probabilmente lo scopo di attirare l'attenzione sul modo in cui Pasquino la vede come un simbolo astratto, un oggetto piuttosto che una persona vivente. Così l'ovvia critica secondo cui i personaggi di questo racconto sono immagini stereotipate viene ribaltata. Il loro fallimento è dovuto al fatto che Pasquino vede Simona in questo modo. Allora il suo amore, invece di avere potere redentore, diventa distruttivo come il veleno della foglia.

Il linguaggio musicale di Junck deve essere visto sullo sfondo delle tipiche romanze italiane dell'epoca. I più conosciuti sono probabilmente quelli di Verdi. Tendono a suonare come arie d'opera scarne, con accompagnamenti di pianoforte spesso non più pianistici di quelli che si trovano nelle partiture vocali operistiche che sono, ovviamente, riduzioni di originali orchestrali. Rossini aveva tentato qualcosa di più intraprendente in età avanzata, ma molto sui generis e un modello non molto utile

Junck conosce chiaramente il suo Schumann. Suonando la parte del pianoforte da sola si ha l'idea dei tipici accompagnamenti lieder, intraprendenti e fantasiosi senza indebita dominanza. Il pianoforte intermezza nel n. 7 sembrava davvero essersi allontanato da qualche intermezzo schumanniano poco conosciuto. Solo gli ultimi due brani virano verso un'espansività più operistica. Dal punto di vista armonico Junck raramente va oltre Mendelssohn, ma anche questo apparente conservatorismo deve essere visto nel contesto dell’Italia negli anni Settanta dell’Ottocento. Decisamente più moderno è l'uso da parte del compositore di reminiscenze tematiche. Preferisco questa frase alla parola 'leitmotiv' poiché ciò che in realtà accade è che Junck, durante le ultime due canzoni, cita notevoli passaggi delle precedenti mentre Simona rivive le sue esperienze con Pasquino e racconta le modalità della sua morte. Altra curiosità è che tra un numero e l'altro spesso c'è uno sbalzo di tonalità abbastanza drastico. Questo potrebbe essere un ulteriore modo per dimostrare che Simona e Pasquino non sono affatto uniti; ognuno sta seguendo il proprio percorso individuale verso la distruzione.'

Ciò che può sembrare sconcertante è che gli accompagnamenti raffinati e colti si uniscono a linee vocali che non solo sono completamente all'italiana ma hanno anche una tessitura che può essere affrontata solo da un canto spinto, in pieno stile operistico . Il risultato è un'opera senza reali paralleli, in Italia e all'estero, quasi un'opera in un atto per due cantanti e pianoforte. Probabilmente potrebbe essere messo in scena, anche se il palcoscenico migliore rimarrebbe molto probabilmente quello della nostra mente. L'eroe finale dell'opera, tuttavia, è la melodia di Junck, semplice ma memorabile e mai banale, che garantisce che il ciclo nel suo insieme abbia un effetto maggiore della somma delle sue parti.

ALTRE OPERE PER VOCE E PIANOFORTE


Poiché le partiture pubblicate non sono datate, ci affidiamo nuovamente a Grove I, che elenca 'Otto Romanze' (parole di Panzacchi e Heine) (1881) e 'Two Songs' (parole di Heine) (1883). La copia del primo al Conservatorio di Milano non è datata mentre i secondi, pubblicati separatamente e non in serie, portano il timbro 1884 dell'editore. Senza data, possedute dal Conservatorio di Milano, sono anche 'Sei Poesie di Heine'. Tuttavia, mentre tutte le opere precedenti di Junck erano state pubblicate da Lucca, quest'ultima apparve sotto l'impronta dello 'Stabilimento Tito di Gio. Ricordi e Francesco Lucca'. Il fallimento delle fortune contro la forte concorrenza aveva costretto la casa editrice lucchese a fondersi con Ricordi nel 1888, dandoci la prima data possibile per le 'Sei Romanze'.

Ecco, quindi, le rimanenti opere per voce e pianoforte che Junck è noto per aver pubblicato:

Romanze
1. Melodia: Tu sei bella, o mia dolcezza (Heine: Sei come un fiore trad. Zendrini)
2. Melodia: La mattina le mammole t'invio (Heine: La mattina ti mando le viole trad. Zendrini)
3 . Dolce sera ' Romanza (Panzacchi)
4. Amore e neve ' Romanza (Panzacchi)
5. Romanza ' Quelle dita oh potess'io (Heine: Le tue dita di giglio bianco trad. Zendrini)
6. Romanza ' Flebil traversa l'anima mia ( Heine: Leise mi passa per la mente trad. Zendrini)
7. Romanza ' Quando ti guardo fiso (Heine: Quando ti guardo negli occhi trad Zendrini)
8. Romanza ' Ha le sue stelle il cielo (Heine: Il mare ha le sue perle trad. Zendrini)
Pub. Lucca 1881 circa

Maggio ' tornato ' Romanza (Heine: Gekommen ist der Maie trad. Zendrini)
Pub. Lucca c.1884

Serenata di un Moro (Heine: St'ndchen eines Mauren trad. Zendrini)
Pub. Lucca c.1884

Sei poesie di Heine
1. Flebil traversa l'anima mia (Heine: Le tue dita di giglio bianco trad. Zendrini)
2. Mia bella pescatrice (Heine: You beautiful fisher girl trad. Secco-Suardi)
3. Tu sei bella, o mia dolcezza (Heine: You sono come un fiore trad. Zendrini)
4. Una volta la tua candida man (Heine: Le tue dita di giglio bianco trad. Secco-Suardi)
5. Alta ' la luna e l'onde irradia (Heine: La luna è sorta trad. Secco -Suardi)
6. La farfalletta ama la rosa (Heine: La farfalla è innamorata della rosa trad. Secco-Suardi)
Pub. Ricordi non prima del 1888.

Un'altra opera vocale doveva essere accompagnata da un quartetto d'archi ma, come accennato in precedenza, potrebbe non essere sopravvissuta nella sua forma originale. Questa è ' Serenata ', con parole di E. Augusto Berta. Come 'La Simona', è descritto come un 'Poemetto lirico' e scritto per soprano e tenore. Due dei movimenti sono puramente strumentali. Fu pubblicata però in una riduzione per canto e pianoforte di G. Andreoli. 'Riduzione', in contrapposizione a 'trascrizione', è la parola chiave, poiché poco è stato fatto per rendere pianistico il risultato. Ma d'altro canto non è così letterale da consentire un'agevole ricostruzione della partitura strumentale originale.

La 'Serenata' sembra essere stata stampata privatamente, gli unici dati editoriali sono 'Proprietà del compositore'. Non è datato, ma l'illustrazione di copertina chiaramente in stile art nouveau è firmata "Hohenstein '90", dandoci la prima data possibile. La deduzione è che Ricordi, avendo rilevato l'editoria lucchese, non fosse propenso a sostenere la causa di Junck. 'Serenata' risulta essere l'ultima opera pubblicata dal compositore [5] .'

'Serenata' rappresenta il ritorno a un libretto su misura, come ne 'La Simona'. Nel frattempo, però, si era occupato di letteratura di calibro molto più elevato.

Enrico Panzacchi (1840-1904) è stato poeta, critico d'arte, critico musicale e docente all'Università di Bologna. Nella sua vita fu molto associato a Giosu' Carducci (1835-1907) ma, mentre la reputazione e l'opera di quest'ultimo continuano a vivere, il nome di Panzacchi è sbiadito. Oltre a Junck, la sua poesia è stata musicata da Catalani, Puccini, Tosti e Respighi. Le poesie scelte da Junck provengono dal terzo libro (di quattro) di un grande volume intitolato 'Lyrica: Romanze e Canzoni' (Bologna 1877); 'Dolce sera' è no. 133 'Junck imposta il titolo come una breve coda' mentre 'Amore e neve' unisce i nn. 129 e 130. Al testo sono state apportate alcune modifiche [6] .

Le ambientazioni di Panzacchi di Junck sono meno operistiche nei modi, nonché meno impegnative nella loro tessitura, anche se solo leggermente, rispetto a "La Simona". Sono tuttavia estroversi ed esteriormente romantici rispetto al tono intimo di Heine, con la cui poesia Junck si avvicinò alla creazione di una forma di Lied italiano .

Heine era ben noto agli amanti della poesia italiana della seconda metà dell'Ottocento , grazie soprattutto alla traduzione di 'Das Buch der Lieder' di Bernardino Zendrini (1839-1879) con il titolo di 'Il Canzoniere' ( Milano, 1865). Anche Sgambati, Ponchielli e Mancinelli impostano alcune di queste traduzioni.

Nonostante l'ottimo lavoro svolto senza dubbio da Zendrini nel diffondere il nome di Heine a sud delle Alpi, egli fece pochi tentativi per mantenere i ritmi originali della poesia. I lettori con una conoscenza anche minima dell'italiano potrebbero provare a canticchiare

Tu sei bella, o mia dolcezza,
Pura e cara come un fior


alle frasi di apertura della famosa ambientazione di Schumann "Du bist wie eine Blume". Scopriranno rapidamente che, se fosse possibile adattarlo, il risultato sarebbe goffo e inartistico. Dato che le pubblicazioni di Junck contengono solo testi italiani, evidentemente questo aspetto non lo ha turbato. I più viaggiati Sgambati, pubblicando la stessa poesia in tedesco con testi cantabili in inglese e italiano, usarono una traduzione completamente diversa.

Nel 1886 il conte Giulio Cesare Secco-Suardi pubblicò la traduzione di tutte le poesie di Heine. Junck preferiva queste versioni per la sua successiva serie di canzoni di Heine; Zendrini è stato scelto solo per due brani che sono in realtà revisioni di due delle 8 'Romanze'. In modo significativo, "Deine weissen Lilienfinger" è stato reimpostato su una musica completamente diversa utilizzando la nuova traduzione. Anche se non c'è ancora motivo di supporre che Junck prevedesse l'esecuzione in una lingua diversa dall'italiano, il maggiore rispetto di Secco-Suardi per i ritmi di Heine significa che la nuova canzone potrebbe effettivamente essere cantata nell'originale tedesco senza troppe difficoltà, mentre quella precedente no. Se questa poesia è tipica, anche i versi di Heine emergono molto meglio focalizzati, con maggiore chiarezza di significato, dalla penna di Secco-Suardi.

Nel caso di "Tu sei bella, o mia dolcezza", i cambiamenti nella versione successiva sono piccoli ma significativi; la linea vocale è stata in parte ripensata e il pianoforte ora raddoppia la melodia nella voce centrale, piuttosto che in quella superiore, per un effetto più dolce. Con 'Flebil traversa l'anima mia' i cambiamenti sono più radicali. La scrittura effusivamente romantica del pianoforte, che ricorda 'La Simona' e non è priva di attrattiva di per sé, è stata ridotta per creare un'ambientazione molto più intima.

Sarà stato osservato che Junck non esitò a utilizzare testi già immortalati dai grandi compositori di Lieder tedeschi e austriaci. L'inclusione di 'Du sch'nes Fischerm'dchen' nello 'Schwanengesang' di Schubert sembra aver spaventato altri compositori, sebbene Catalani lo abbia ambientato anche in italiano. L'ambientazione di Schumann di "Du bist wie eine Blume", per quanto celebre, suscitò evidentemente meno inibizioni. Le ambientazioni in tedesco si trovano di Lord Berners, Bruckner, Henschel, Ives, Liszt, Reinecke, Anton Rubinstein, Sgambati, Ambroise Thomas, WV Wallace, Healey Willan e Wolf. Versioni degne di nota in altre lingue sono di Rachmaninov in russo e Frank Bridge in inglese. Molto apprezzato è stato anche 'Das Meer hat seine Perlen', ambientato in tedesco da Franz, GA Macfarren e Maude Val'rie White, e in francese da Gounod ('A toi mon Coeur'). Nella sua traduzione di HW Longfellow come "Il mare ha le sue perle" sembra aver superato l'originale in popolarità, almeno tra i compositori. In questa forma è stato impostato da Bairstow, Balfe, Cowen, Holbrooke e Ciro Pinsuti.

Robert Franz, un tempo celebre compositore di Lied le cui fortune finora non sono state ravvivate, trovò Heine particolarmente adatto al suo tono intimo: delle poesie in questione ha anche realizzato l'ambientazione di 'Deine weissen Lilienfinger', 'Quando guardo nel tuo gli occhi vedono", "Maggio è arrivato" e "Si muove silenziosamente nella mia mente". Quest'ultimo attirò anche l'attenzione di Grieg, Mendelssohn e Rubinstein. Infine, "La luna è sorta" è stata ambientata in francese da Messager e "La farfalla è innamorata della rosa" è stata inclusa in una raccolta di canzoni di Heine in tedesco del giovane Stanford. Non sembrano esistere ambientazioni alternative di particolare importanza tra 'La mattina ti mando le viole' e 'Ore di un moro' [7] Quest'ultimo era dedicato al Catalani. In considerazione del coinvolgimento del compositore con la moglie di Junck è allettante, anche se probabilmente fantasioso, immaginare che Junck interpreti il ​​ruolo del Moro di Shakespeare e offra una velata minaccia alla coppia. Se così fosse, la minaccia sarebbe caduta nel vuoto; il rapporto fu interrotto solo dalla morte prematura del malaticcio Catalani nel 1893.

C'è più che sufficiente in questi ultimi lavori per dimostrare che "La Simona" non era un fuoco di paglia. Junck conservò un'invidiabile invenzione melodica e rivelò, inoltre, una capacità di sviluppare e perfezionare la sua arte. Il fatto che le sue ambientazioni di Heine siano cantate in italiano aiuta a tenere a bada i paragoni. Eppure, sotto ogni punto di vista, occupa un posto d'onore tra i compositori ispirati da Heine. Avrebbe potuto 'forse avrebbe dovuto' fondare un ' Lied italiano ' con aspirazioni artistiche più elevate della ' Romanza del salotto ' emersa verso la fine del secolo. Ma i compositori più adatti a raccogliere questa sfida 'Martucci, Sgambati e Bossi' si occuparono soprattutto di musica strumentale. La loro piccola produzione musicale contiene lavori di valore e interesse [8] ma le loro, come quella di Junck, rimangono voci isolate.

©Christopher Howell 2009


[1] Entrambi gli articoli sono stati firmati dalla signora Edmond R. Wodehouse di AHW.


[2] La partitura pubblicata non è datata ma la copia del Conservatorio di Milano porta il timbro 1877 dell'editore Lucca. Grove I (Appendice) dà 1878.


[3] Held in the Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Turin; for a reproduction see: http://www.gamtorino.it/descopera.php'id=336&lang=1


[4] Un esempio del suo lavoro, conservato anche alla GAM di Torino, è visibile qui: http://www.to2011cottini.it/Immagini/GallGAM/pages/Junck.htm


[5] L'esemplare conservato al Conservatorio di Milano reca la dedica autografa di Junck 'All'amico Aldo Noseda'. Successivamente fu donato alla biblioteca del Conservatorio come parte della collezione Noseda.


[6] Ho consultato la seconda edizione. È quindi possibile che le 'modifiche' siano state opera di Panzacchi e Junck abbia seguito la prima edizione.'


[7] Queste informazioni provengono dal meraviglioso sito Lieder di Emily Ezust : http://www.recmusic.org/lieder/ . Ho selezionato solo i compositori più noti tra quelli elencati. Il lettore può fare riferimento a questo sito per i testi integrali in tedesco e per ulteriori informazioni sulle ambientazioni di un'ampia gamma di compositori spesso molto oscuri. Il fatto che attualmente vi siano elencate solo quattro impostazioni Junck (maggio 2009) fa sorgere la domanda su quanto ancora di reale valore rimanga da scoprire.


[8] Una selezione di brani di Martucci, Sgambati, Bossi e diversi altri sarà prossimamente registrata per la Sheva Collection dal mezzosoprano Elisabetta Paglia, accompagnata dal sottoscritto.

Antonietta Incardona, pianoforte

Pianista e concertista , Antonietta Incardona si laurea in pianoforte con il massimo dei voti a Milano presso il Conservatorio G. Verdi, sotto la guida del M. Vincenzo Balzani. Studia composizione con il M. Carlo Alessandro Landini e direzione d’orchestra con i Maestri Attilio Martignoni e Fabrizio Dorsi. Si laurea in musicologia al DAMS di Bologna. 
Consegue il diploma accademico presso l'Accademia Pianistica Internazionale con Pier Narciso Masi a Imola. Successivamente pubblica nel 2001 con l’editore Rugginenti Il Tempo della musica. 
Le sonate per pianoforte di Carlo Alessandro Landini. Effettua diverse registrazioni televisive, tra cui Rai 3, radiofoniche ed incisioni con brani di autori contemporanei. Ha inciso per la Pongo edizioni, la TopRecords e la Sheva Collection. 
Vincitrice di numerosi concorsi nazionali e internazionali, si è esibita in importanti sale e teatri italiani, in sale concertistiche in Francia, Austria, Svizzera, Germania, Polonia, Moldavia, Romania. 
Nell’agosto 2010 ha inciso un brano di Saint-Saens per il coreografo del Teatro Alla Scala di Milano Noah Gelber. Dal 2010 è presidente della Polimnia Associazione Culturale con sede a Milano e Ozzero (Mi). È direttore della Rassegna dedicata al compositore milanese Felice Lattuada, che si tiene da 9 anni a Morimondo (Mi) e dell’annesso Concorso Internazionale di Canto Lirico. 
Direttore artistico della Rassegna Concertistica Francesca Nava D’Adda a Ozzero (Mi), MusicArte Aperitivi in Borgo a Morimondo (Mi), della Stagione Museo in Musica presso il Museo F. Messina e il museo Casa Boschi di Milano con il patrocinio del Comune stesso e dei Concerti in Cascina a Km 0 della zona sud-ovest di Milano, della Festa Internazionale della Musica di Morimondo (Mi).
È Direttore Artistico dell’evento This time for you dedicato a Michael Jackson che si è tenuto nel 2010 e nel 2011 al Teatro Fraschini di Pavia e della terza edizione che si è tenuta il 27 settembre 2014 al Teatro Nuovo di Milano. Docente di ruolo di musica presso la scuola secondaria di I grado di Valleambrosia a Rozzano (Mi). 
Dalla primavera 2019 collabora stabilmente sia come solista sia in organico d’orchestra, con il M°. M. Tambara e l’Orchestra Filarmonica dei Navigli, con cui ha eseguito il Concerto K466 di Mozart e il Primo Concerto per pianoforte e orchestra di Beethoven. 
Attualmente è presidente e pianista dell'Orchestra Beethoven diretta dal Maestro Adriano Bassi, con il quale forma anche un Duo pianistico a 4 mani. 
Suona in formazione con due pianoforti con la pianista Daniela Filosa, in quartetto con Gianmarco Andreoli, Adriano Cancro, Alessandro Margherita e in trio con Livia Rotondi e Rita Mascagna (trio ArieL).

Chiara “Claire” Nesti, soprano drammatico

Chiara “Claire” Nesti, soprano drammatico italiano nata in Costarica. 
Fin da piccola si avvicina al canto e nel 2000 ne inizia lo studio nei corsi della corale “Terra Betinga” di Agliana. Dal 2001 al 2007 studia con il soprano Elena Cecchi Fedi, per poi passare nel 2008 sotto la guida del soprano Mayumi Kuroki e del M° Nicola Mottaran. 
Il primo debutto operistico si ha nel 2014 nel “Rigoletto” di G. Verdi con il ruolo di Giovanna , diretto dal M° Antonio Bellandi con la regia di Raffaele del Savio per il Teatro Pacini di Pescia. 
In seguito, debutterà Anna nel “Nabucco” di G. Verdi e Micaela in “Carmen” di G. Bizet, diretta dal M° Nicola Mottaran con la regia di Leonardo Sarperi al Teatro Politeama di Prato. 
Prende parte a Masterclass di canto lirico tenuti dai Maestri Renato Bruson (2015), Luca Canonici (2020) e Maurizio Scardovì (2021) e di recitazione sulla Tecnica Stanislavskij (2017-2020) con i Maestri Francesco Torrigiani e Anna Tereschenko. 
E’ vincitrice di numerosi concorsi internazionali e premi tra i quali il Premio “Iva Pacetti” per le Nuove Voci della Lirica di Prato (2014), Primo Premio I Concorso “Ottavio Garaventa” di Genova (2020), Primo Premio XI Concorso “OperaPienza” di Pienza (2021) e Primo Premio XXXVI Concorso “Ismaele Voltolini” di Buscoldo (2022). 
Nel 2021 si laurea con il massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze, sotto la guida del M° Gianni Fabbrini. H
a una importante attività concertistica e operistica, soprattutto con i ruoli veristi quali Santuzza (Cavalleria Rusticana di P. Mascagni), Turandot (Turandot di G. Puccini) e Tosca (Tosca di G. Puccini). 
Attualmente studia con il soprano Luisa Maragliano e il M° Andrea Vulpani.

giovedì 19 ottobre 2023

Donata D'Annunzio Lombardi, soprano

Donata D'Annunzio Premiata con l’Albo D’Oro Puccini per i ruoli di Mimì, Magda, Liù, Madama Butterfly, Suor Angelica, Manon Lescaut. È oggi riconosciuta come una delle maggiori interpreti pucciniane. Il suo repertorio elenca anche Maria Stuarda, Belisario, Otello, La Traviata, Aida, L’Incoronazione di Poppea, Les mamelles de Tiresias e La damoiselle élue di Debussy. Si esibisce nei più prestigiosi teatri in Italia e all’estero, Teatro alla Scala, Teatro Regio di Torino, Teatro Massimo di Palermo, Teatro Regio di Parma, Teatro San Carlo di Napoli, Opernhaus di Zurigo, Theatre des Champs Elisèes, Theatre du Chatelet, Staatstheater di Stoccarda, Mann Auditorium Tel Aviv. Royal house. 
Ha collaborato con Direttori quali D. Oren, B. Bartoletti, Z. Peskò, J. Tate, R. E. Pidò R.Abbado, L. Maazel e P. Domingo; e con registi come F. Zeffirelli, J. Savary, W. Decker e P.L. Pizzi.
Tra i numerosi premi assegnati, ottiene il Primo premio assoluto al concorso internazionale dedicato alla musica da camera di Francesco Paolo Tosti, di cui la D’Annunzio diventa una delle più eleganti e preziose interpreti riconosciute dalla critica, in numerosi concerti da camera, tenuti in Giappone, Stati Uniti e presso il Teatro alla Scala,Les Victoires de la Musique Classique, accanto a J.C. Malgoire per la purezza delle sue esecuzioni Mozartiane e per la Messa in Si minore di Bach, Premio della Critica Domenico Danzuso, Premio migliore cantante dell’anno 2012 al Festival Donizetti. 
Tra gli impegni recenti e futuri Otello di Verdi, Suor Angelica, Nedda in Pagliacci, Suzel ne L’Amico Fritz, Tosca al Teatro Carlo Felice di Genova, il debutto americano al Michigan Opera Theater di Detroit come Liù in Turandot e Cio-Cio-San in Madama Butterfly; il debutto della Contessa ne Le Nozze di Figaro al Teatro dell’Opera di Roma e Cio-Cio-San al Caracalla; Adriana Lecouvreur, L’amico Fritz, ancora Madama Butterfly presso Torre del Lago e Liù nella Turandot all’Arena di Verona; il debutto in Nedda al filarmonico di Verona nei Pagliacci di Leoncavallo e quello di Manon nella Manon Lescaut di Puccini a Livorno; Tosca al Teatro Carlo Felice e nella prossima stagione del gran Teatro G. Puccini a Torre del Lago . 
La sua attività musicale è affiancata dalla ricerca culturale e musicologica; consegue la laurea in Storia della Musica con lode presso l’Università “La Sapienza di Roma con una tesi sul "fraseggio di Puccini a confronto con l'Opera italiana del suo tempo" e successivamente la laurea in Psicopedagogia, sempre con lode, presso l’Università degli studi di L’Aquila, con una tesi sulle distorsioni percettive nel mondo dell’opera lirica.
Tra i suoi prossimi impegni: Magda, presso il Gran Teatro G. Puccini di Torre del Lago (in occasione del centenario dalla prima rappresentazione de La Rondine), Madama Butterfly, presso il teatro comunale di Firenze, Suor Angelica a Torre del lago; Aida all'Opéra Royal de Wallonie di Liegi e Tosca e Nedda al Carlo Felice di Genova. Santuzza nella Cavalleria a Livorno.
È membro onorario dell'istituto nazionale tostiano, con il quale collabora mediante l'associazione D'altroCanto, dedita all'educazione e formazione tecnico vocale, di centinaia di giovani talenti.

Marika Franchino , soprano

Laureata con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Musica “Santa Cecilia” di Roma, si specializza con artisti di fama internazionale, tra cui il soprano Daniela Dessì.
Giovanissima debutta nel ruolo di Pamina, nel “Flauto Magico” di Mozart, per il Teatro dell’Opera di Roma.
Successivamente nel ruolo di Donna Elvira nel Don Giovanni di Mozart.
Interpreta e registra il brano “Su nei cieli", inno ufficiale dell'ordine dei Camilliani nel Mondo.
Per alcuni anni la sua carriera artistica si divide tra opera e musical. Entra a far parte della compagnia stabile del Teatro Sistina di Roma, con cui partecipa alle fortunate produzioni di “My fair Lady” e “Tutti insieme appassionatamente” e allo spettacolo “The music of the Night”.
Si esibisce presso la Concert Hall del “National Centre for the Performing Arts" di Pechino ed in numerosi teatri italiani.
Finalista e vincitrice di concorsi internazionali, viene selezionata dal tenore Placido Domingo per il suo Centro di Perfezionamento a Valencia e, successivamente, per l'Accademia del Verismo "Mascagni Opera Studio" del Teatro Goldoni di Livorno.
Ha collaborato con la Fondazione Luciano Pavarotti.
È la protagonista dello spettacolo "Cantiere Opera” dedicato a Puccini, con Elio (Elio e le storie tese) e Francesco Micheli.
Debutta nel ruolo di Tosca, nell'omonima opera di G. PUCCINI ed in quello di Zaida ne "Il turco in Italia" di Rossini, per la Fondazione Tito Gobbi, con la regia del M°Alfonso Antoniozzi.
Recentemente, la sua "Turandot" di Giacomo Puccini, al Teatro Grande di Brescia, ha riscosso grande successo di pubblico e critica.
Viene nominata ambasciatrice onoraria dal Rotary Club per la ricerca sulla Poliomielite infantile e premiata dalla F.I.D.A.P.A come eccellenza femminile calabrese nel Mondo.
È ideatrice dello spettacolo lirico "Vissi d'Arte"...Invito all'Opera.

Aquiles Machado, tenore

Aquiles Machado 
Nato a Barquisimeto (Venezuela). Ha iniziato i suoi studi musicali al Conservatorio Vicente Emilio Sojo. Ha studiato canto con William Alvarado al Conservatorio Superior de Música Simón Bolívar. In Spagna ha studiato con il M° Alfredo Kraus presso la Escuela Superior de Música Reina Sofía, con una borsa di studio della Banca di Spagna e della Fondazione Mozarteum del Venezuela.
Ha debuttato a Caracas nel 1996 con L’elisir d'Amore, e in Europa al Teatro Pérez Galdós di Las Palmas de Gran Canaria con Macbeth nello stesso anno. Da questo momento la sua carriera è in costante evoluzione, distinguendosi nei più importanti teatri: Sao Carlo de Lisboa, Arena di Verona, Regio di Parma, Opera di Roma, San Carlo di Napoli, Opera de Washington, Opera de Los Angeles, Gran Teatre de Liceu -Barcellona, Teatro Real de Madrid, Teatro de la Zarzuela de Madrid, Staatsoper Berlin, Deutsche Oper Berlin, Opera de Zurich, Wiener Staatsoper, Metropolitan Opera House, Teatro alla Scala di Milano tra molti altri.
Ha ricevuto riconoscimenti da diverse associazioni liriche e della stampa specializzata, tra cui la "Asociación Lírica de Parma" (Associazione Lirica di Parma) per le sue interpretazioni verdiane. Ha vinto importanti concorsi di canto lirico come il Francisco Viñas in Spagna, Cardiff Singers of the World nel Regno Unito, e il concorso di fama mondiale del tenore spagnolo Placido Domingo Operalia nel 1997.
Durante la sua carriera ha lavorato con Maestri come Placido Domingo, Jesús Lopez Cobos, Ricardo Chailly, Mistlav Rostropovich, Daniel Oren, Leopold Hagger, Rafael Frühbeck de Burgos, Friedrich Hayder, Semyon Bychkov, Daniel Barenboim, James Conlon, Myung-Whun Chung, Alain Guingal, Marco Armiliato, Renato Palumbo, Bertrand de Billy, Sir Mark Elder, David Machado, Alfredo Rugeles, Lu Jia, Gustavo Dudamel, Eve Queler, Diego Matheuz, Roberto Abbado, Massimo Zanetti, Riccardo Muti, Gianliugi Gelmetti e Zubin Mehta.
Il suo repertorio è costituito principalmente da opere liriche francesi e italiane, ma allo stesso tempo il suo interesse si è concentrato sulla musica da camera, l'oratorio e il recital.
Ha un numero crescente di registrazioni tra le quali si possono trovare titoli che vanno dal bel canto alla musica popolare: Norma con il soprano Edita Gruberova e il M° Friedrich Hayder, L’elisir d'amore con Erwin Schrott e Valeria Sposito allo Sferisterio di Macerata, Rigoletto all'Arena di Verona con Inva Mula e Leo Nucci, Requiem di Verdi con il M° Gerd Albrecht, Requiem di Von Suppè sotto la direzione del M°Michel Corboz. Di Giacomo Puccini ha registrato Gianni Schicchi con il Concertgebouworkest e il M° Ricardo Chailly nella Main Hall di Amsterdam, Le Villi per Radio France diretto dal M° Marco Guidarini, La Bohème al Teatro Real di Madrid diretta da Jesús López Cobos, I racconti di Hoffman nella stagione ABAO sotto la direzione di Alain Guingal e la regia di Giancarlo Del Monaco, e con l'Orquesta de la Comunidad de Madrid l'opera Henry Clifford di Isaac Albeniz. Tra i titoli registrati di recente si ricordano i titoli verdiani La Forza del Destino al Teatro Regio di Parma diretto da Gianluigi Gelmetti e I Masnadieri al Teatro San Carlo di Napoli diretto da Nicola Luisotti, una nuova edizione de La Bohème diretto da Riccardo Chailly al Palau de Les Arts di Valencia, la partecipazione come tenore nel nuovo CD di arie verdiane per baritono del M° Placido Domingo e nel 2018 la registrazione de La Vida Breve di Manuel de Falla con il M° Juanjo Mena con la BBC Philharmonic.
Recentemente ha eseguito titoli come Carmen, I Masnadieri, Simone Boccanegra e Tosca a Vienna, Zurigo e Lipsia, così come il Requiem di Verdi sotto la direzione del M° Rafael Frühbeck de Burgos a Copenhagen, Michele Mariotti a Mosca e Bologna, e I Due Foscari sotto la direzione di Riccardo Muti a Roma. Ha anche partecipato con Karel Mark Chichon alle serate di gala di zarzuela in Germania. Negli ultimi tre anni ha debuttato al Teatro Bolshoi di Mosca con Don Carlo e al Mariinsky di San Pietroburgo sotto la direzione del M° Valery Gergiev con Carmen. Ha avuto il suo debutto in ruoli come Manrico in Il Trovatore di Verdi, Romeo in Romeo et Juliette di Gounod, Turiddu in Cavalleria Rusticana, e Radames nell'opera Aida. Tra i suoi prossimi impegni, sarà in Italia, Corea, Spagna e Germania con titoli come La Traviata, Cavalleria rusticana e Tosca.

Rosolino Claudio Cardile, tenore

Rosolino Claudio Cardile 
Il tenore siciliano Rosolino Claudio Cardile, debutta nel 2007 alla XLX settimana di Musica Sacra di Monreale, nel marzo 2008 canta in Gianni Schicchi di Puccini, e Notte di un nevrastenico di Nino Rota a Malta. E’ vincitore del “Premio La Scola” nel “Concorso Simone Alaimo” (2011), e vincitore del “Concorso Claudio Barberi” di Reggio Emilia (2014) per il ruolo di Rodolfo nella Bohème di Puccini, ed ha vinto il Concorso Titta Ruffo di Pisa per i ruoli di Madama Butterfly (2014). 
Negli anni ha studiato con i soprani Elisabeth Lombardini Smith e  Donata D’annunzio Lombardi, inoltre ha frequentato masterclass con il M° Romolo Gazzani, Vincenzo La Scola, Vittorio Terranova e Luciana D’Intino. Debutta nelle Convenienze ed Inconvenienze teatrali di Donizetti (Officina Sinfonica Siciliana 2011) nel ruolo di Guglielmo, e subito dopo nel Flauto Magico di Mozart con AS.LI.CO, in tournée per Operadomani progetto dell’ASLICO. Al Carlo Felice di Genova è cover del ruolo di Pinkerton lavorando con il celebre soprano Daniela Dessy. Al Teatro Massimo di Palermo ha cantato nella Gisela di Henze, con regia di Emma Dante. 
Nel  2015 ha debuttato Rodolfo, nella Bohème presso Opera Theatre di Ekaterinburg e Alfredo nella Traviata di Verdi a Padova, con la regia di Mara Zampieri.  Nel  2016 debutta il ruolo di Carlo nei Masnadieri al Festival Verdi 2016 di Parma e Busseto, e successivamente canta lo Stabat Mater di Boccherini ed il concerto celebrativo su Eliodoro Sollima insieme al Violoncellista Giovanni Sollima. Nel 2017 è Rinuccio nel Gianni Schicchi con la Verdi di Milano, diretta da J.Axelrod; debutta nel Rigoletto di Verdi, nel ruolo del Duca di Mantova, al Teatro Romano di Benevento. 
A Febbraio 2018 è ancora Rodolfo nella Bohème al Teatro Comunale di Bologna; segue il debutto in Asia presso la Daegu Opera House in Sud Korea, ancora con Rodolfo nella Bohème pucciniana. Nel 2018 è stato Rinuccio nel Gianni Schicchi al Teatro Comunale di Bologna, e Il Professor Bemolle, nel Viaggio Musicale all’inferno, di Facchinetti al Teatro Grande di Brescia. 
Ha concluso il 2018 con  le recite di Bohème, sempre nel ruolo di Rodolfo, nei teatri di Livorno, Pisa e Lucca. Negli ultimi mesi è stato impegnato nelle produzioni di Rigoletto e Traviata al Teatro Comunale di Bologna.  

Sergio Bologna, baritono

Nato a Carrara, si diploma presso il Conservatorio "G. Puccini"di La Spezia sotto la guida del soprano Antonietta Cannarile.
Nel 1996 vince i concorsi "Città di Roma" ed "Iris Adami Corradetti" di Padova.
Nello stesso anno debutta a Roma quale Figaro ne Il Barbiere di Siviglia, ruolo ripreso decine di volte in Italia ed all'estero e con cui
nel 2003 ha fatto il suo debutto al Teatro dell'Opera di Roma sotto la direzione del M° G. Gelmetti.
Dopo il debutto il suo repertorio comincia ad allargarsi abbracciando dapprima il repertorio belcantista con particolare predilezione dei ruoli donizettiani. A Bergamo nel 1997 e nel 1998, in occasione del bicentenario donizettiano partecipa a tutte le produzioni in cartellone con Lucia di Lammermoor, Don Pasquale (Malatesta), Adelia ed Il furioso all'Isola di Santo Domingo (Kaidamà) ed alla prima esecuzione assoluta in epoca moderna de L'ira di Achille. Sempre nel 1997 debutta in entrambi i ruoli de L'elisir d'amore.
Successivamente affronta anche il teatro pucciniano debuttando a Madrid il ruolo di Scarpia in Tosca, a cui seguiranno Madama Butterfly, La Bohéme (Marcello e Schaunnard) Turandot e, nel 2006, Manon Lescaut a Tel Aviv.
Nel 1997 a Como debutta il suo primo ruolo verdiano ne Il Trovatore a cui seguiranno tanti dei grandi titoli verdiani che diventeranno il terreno d'elezione del baritono carrarese: Rigoletto, La Traviata, Luisa Miller, Otello, Nabucco, Un ballo in maschera, Alzira, Simon Boccanegra, Aida.
A fianco di questi ruoli compaiono poi titoli del verismo come Cavalleria rusticana, Andrea Chenier, Adriana Lecouvreur (produzione del centenario dell'opera) e Pagliacci in cui alterna Tonio e Silvio e con cui ha fatto il suo debutto al Teatro dell'Opera di Tel Aviv con la regia di F. Zeffirelli.
Nel gennaio 2005 ha partecipato alla prima ripresa in epoca moderna dell'opera I Normanni a Salerno di T.Marzano al Teatro Verdi di Salerno.
Nel suo repertorio non manca V.Bellini (I Puritani) ed il teatro contemporaneo con Il gatto degli stivali di M. Tutino in una produzione del Teatro dell'Opera di Roma che prossimamente riprenderà a Trapani.
Per la Kicco Music ha inciso Rigoletto ed un recital in memoria di A. Kraus e per la Phenix ha inciso la Messa di Gloria di P. Mascagni.
E' stato ingaggiato dal teatro Comunale di Bologna per l'intera produzione dell'Opera Madama Butterfly nel ruolo Nel 2013 è Jago nell'Otello di Verdi al teatro Verdi di Pisa per la regia di Enrico Stinchelli e direzione di Claudio Maria Micheli, Rigoletto al Teatro Carlo Felice di Genova per la regia di Rolando Panerai e direzione Carlo Rizzari, Cavalleria Rusticana (Alfio) e Messa di Gloria di Mascagni al teatro Rendano di Cosenza, Otello al Teatro Carlo Felice di Genova nel ruolo di Jago per la direzione di Andrea Battistoni e regia di Davide Livermore. Ne 2014 è Scharpless in Madama Butterfly al Carlo Felice di Genova per la regia di Daniela Dessì e direzione Valerio Galli, Carlo Gerard in Andrea Chenier al teatro Verdi di Pisa, debutta come protagonista Gianni Schicchi e Tabarro al Slovene National Theatre di Maribon. Nell’estate 2014 debutta il ruolo di Giacomo in Giovanna D'Arco di G. Verdi presso il Festival Viva Verdi Opera On Air in Slovacchia. 
Nel 2015 è Nabucco al Teatro Verdi di Trieste per la direzione di Giampaolo Bisanti, De Siriex nell'opera Fedora di Umberto Giordano al Teatro Carlo Felice di Genova, Amonasro in Aida presso il Macedonia Opera Theatre di Skopje, Gianni Schicchi in diretta nazionale dal Teatro di Lubiana con l'orchestra sinfonica RTV Slovenija. 
Nel 2016 interpreta Amonasro in Aida allestimento Zeffirelli per i teatri di Rovigo, Pisa e Livorno, torna al teatro Carlo Felice di Genova nel ruolo di Carlo Gerard in Andrea Chenier allestimento Pugelli, Amonasro in Aida al Festival di Spalato, Rigoletto al Teatro Verdi di Pisa, Gianni Schicchi presso il teatro il National Theatre di Kiew (Ucraina) e nello stesso ruolo al Teatro di Verdi di Pisa, conclude l’anno con Lucia di Lammermoor per il Luglio Musicale trapanese.di Sharpless.
Nel 2017 è Sharpless in Madama Butterfly al Teatro Coccia di Novara, Lescaut nella Manon Lescaut di Puccini nei teatri di Pisa, Livorno e Rovigo, il Conte di Luna nel Trovatore di Giuseppe Verdi nei teatri di Reggio Emilia, Modena e Pisa per la regia di Stefano Vizioli e la direzione di Andrea Battistoni. Nel marzo 2018 debutta il ruolo di Rambaldo nella Rondine di G. Puccini al Teatro Carlo Felice di Genova dove ritorna nella stagione estiva come Figaro nel Barbiere di Siviglia. Apre la stagione 2018/2019 al Teatro Goldoni di Livorno nell'Elisir d'amore di Donizetti interpretando il ruolo di Dulcamara. Debutta al teatro Regio di Parma nel ruolo di Renato in Un ballo in maschera di G. Verdi, apre la stagione del Carlo Felice di Genova nel ruolo di Amonasro in Aida diretto da Andrea Battistoni; ultima produzione, il dittico Cavalleria e Pagliacci al Teatro Carlo Felice di Genova.
 

www.sergiobologna.it

Anastasia Bodlyreva, mezzosoprano

Anastasia Bodlyreva Nata a Mosca, Anastasia Boldyreva si è affermata nelle ultime stagioni come sulla scena operistica nazionale ed internazionale collaborando con direttori d’orchestra del calibro di Zubin Mehta, Gianandrea Noseda, Michele Mariotti, Daniel Oren, Pinchas Steinberg, Gianluigi Gelmetti, Bernard de Billy e Donato Renzetti.
Ha iniziato gli studi di canto con Igor Chernov, poi proseguiti al Conservatorio Tchaikovsky di Mosca. Si è specializzata sotto la guida di Bernadette Manca di Nissa al Maggio Musicale Fiorentino. Ha frequentato inoltre l’Accademia Europea del Festival di Aix-en-Provence, dove è stata scelta per la partecipazione alla tournée internazionale “HSBC giovani artisti”. Ha ottenuto riconoscimenti in numerosi concorsi lirici internazionali tra quali il concorso “Giulio Neri”, il concorso “Piccolomini” e il concorso “Ferruccio Tagliavini” a Graz (Austria). Ad agosto 2016 ha debuttato all’Arena di Verona, interpretando il ruolo del titolo in Carmen e quello di Amneris in Aida, con la direzione di Daniel Oren e Andrea Battistoni. Fra le altre produzioni più importanti cui ha preso parte sono da ricordare: Mrs. Quickly in Falstaff , Andrea Chénier (diretta da Daniel Oren) al Teatro Carlo Felice di Genova; Cavalleria Rusticana al Teatro Comunale di Bologna con Michele Mariotti;  Alexander Nevskij di Prokofiev con la direzione di Michail Jurowski al Teatro San Carlo di Napoli e al Teatro Lirico di Cagliari; Madama Butterfly al Teatro dell’Opera di Roma e alle Terme di Caracalla; La fiaba di Don Carlo (Principessa Eboli) tratta dall’opera di Verdi in una coproduzione del Maggio Musicale Fiorentino; Don Giovanni (Donna Elvira) a Lucca; Rigoletto (Maddalena) al Festival Varese Ligure; La traviata all’Opera di Firenze diretta da Zubin Mehta.
Tra gli impegni recenti si ricordano inoltre: Rigoletto al Comunale di Bologna; Un ballo in maschera (Ulrica) al San Carlo di Napoli; Carmen (ruolo titolo) al Galli di Rimini; Rigoletto (Maddalena) al Lirico di Cagliari; Aida all’Aspendos Festival; Sancta Susanna (Klementia) e Suor Angelica (Zia Principessa), Cavalleria Rusticana al Lirico di Cagliari; Rigoletto (Maddalena) a fianco di Leo Nucci al Carlo Felice di Genova; Eugene Onegin (Olga) al Verdi di Trieste; Aida (Amneris) all’Arena di Verona con la direzione di Andrea Battistoni; Rigoletto in tournée in Giappone con il Comunale di Bologna; la Nona Sinfonia di Beethoven con Riccardo Muti all’Erode Attico di Atene e al Ravenna Festival; Carmen e Amneris al Festival Aspendos in Antalya in Turchia. Gli appuntamenti dei prossimi mesi la vedranno impegnata  in Cavalleria Rusticana e Suor Angelica a Livorno, Novara, Rovigo; Aida a Trieste. 

Lucrezia Venturiello, mezzosoprano

Lucrezia Venturiello  Nata a Roma, ha intrapreso lo studio del pianoforte all’età di 5 anni e dall’età di 15 anni si è concentrata sullo studio del canto con il tenore Gianluca Terranova e successivamente ha proseguito gli studi sotto la guida di Maria Cristina Orsolato, preparatrice in Arena di Verona. Dal 2012 Collabora con musicisti di rilevanza nazionale, partecipando a performance sia teatrali che cinematografiche.   
Si esibisce  in contesti di prestigio come la Basilica di S. Giovanni in Laterano per il Papa.   
Continua a studiare, approfondisce le sue conoscenze e a settembre 2017 conclude gli studi accademici di canto lirico presso il Conservatorio di Santa Cecilia di Roma.   
Si distingue nell’interpretazione delle “Siete canciones populares españolas”,  De falla che interpreta con successo per la famiglia reale nel Conservatorio Reale di Bruxelles.   
In ambito accademico interpreta diversi ruoli come Carmen nella Carmen di Bizet, Maddalena nel Rigoletto di Verdi, Teresa ne La Sonnambula di Bellini.    
Nel 2014 collabora alla realizzazione di una raccolta in cd di Composizioni inedite di Musica Sacra.   
Si esibisce anche a Mosca in occasione del Concerto in onore della Festa della Donna.    
Collabora con il M° Rolando Nicolosi, leggenda vivente dell’opera lirica che ha lavorato con i più grandi artisti dell’opera lirica tra cui Schipa, Callas, Domingo e Pavarotti.   
Debutta in Moldavia nel Festival della Musica Europea accompagnata dalla Chisinau Youth Orchestra.   
Nel 2015 viene scelta per interpretare un vasto repertorio operistico in un concerto dedicato a Premi Nobel internazionali.    
Si esibisce al Teatro Eliseo nella messa in scena dell’opera contemporanea Il teatro alla moda di Leonardo Da Ponte debuttando successivamente con diversi ruoli in corti d’opera.    
Nel gennaio 2016 si esibisce a Roma nella sala Basaglia del comprensorio Santa Maria della Pietà per festeggiare l’apertura della nuova ASL Roma 1. Canta al Teatro Traiano nel luglio 2016 accompagnata da cantanti d’opera di fama internazionale Sabrina Picci, Gianluca Terranova, Devid Cecconi. Tra ottobre e dicembre 2017 è finalista del concorso internazionale “Salvatore Licitra” e del concorso “Voce d’angelo”. In ottobre si esibisce in concerto per la fondazione ADO al teatro Ristori di Verona. Nel giugno 2018 vince il premio speciale Malibran al concorso internazionale Malibran in Milano.  
A maggio 2019 si esibisce in concerto al Teatro dell’Opera di Sarajevo con la World Youth Orchestra, diretta dal Maestro Damiano Giuranna. Il 19 giugno è protagonista del 25° Festival di musica Sacra di Fez , esibendosi  accompagnata dalla World Youth Orchestra. Attualmente si concentra sul repertorio operistico seguita dal soprano Nunzia Santodirocco.

Antonella Di Giacinto, mezzosoprano

Antonella Di Giacinto Ha frequentato il Conservatorio di Musica “Lucio Campiani” di Mantova sotto la guida del Maestro Salvatore Ragonese, conseguendo nel 2013 il diploma di canto lirico con il massimo dei voti e successivamente la laurea di II livello con lode. 
Nel 2018 ha frequentato l’accademia di alto perfezionamento lirico “Renato Bruson” in Busseto, nell’ambito delle cui attività si è esibita in concerto presso il “Teatro G. Verdi” di Busseto, e l’accademia di alto perfezionamento lirico presso il “Teatro Coccia” di Novara, al termine della quale ha debuttato il ruolo di Zita nell’opera Gianni Schicchi. 
Sempre nello stesso anno è una delle vincitrici della seconda edizione del Concorso Lirico Internazionale “Adriana Maliponte”, in cui viene insignita del premio speciale “Lirica World per il talento” e del premio speciale “Teatro Coccia di Novara”; nonché si aggiudica il 2° premio nel “Concorso Lirico Rinaldo Pelizzoni” di Sissa (PR). 
Quest’anno si è aggiudicata il 3° premio alla XXIII edizione del concorso lirico “Premio Marco Koliqi” organizzato dal Rotary Club Milano San Babila; ha vinto il premio della critica al concorso lirico internazionale “Beppe De Tomasi” di Reggio Calabria; si è classificata al 2° posto nel XXIII Concorso Lirico Internazionale “F.P. Neglia” di Enna vincendo anche il “Premio giuria popolare”. 
Oltre a Zita, ha al suo attivo diversi ruoli d’opera quali Mamma Lucia in Cavalleria Rusticana di P. Mascagni, Suzuky in Madama Butterfly di G. Puccini, Maddalena in Rigoletto e Quikly in Falstaff di G. Verdi, che ha già debuttato in piccoli teatri italiani come il “Teatro Martinetti” di Garlasco, il “Teatro Bibbiena” ed il “Teatro Sociale” di Mantova, il “Teatro San Domenico” di Crema ed il “Teatro Filodrammatici” di Cremona. 
Si distingue per le sue qualità timbriche ed interpretative, mostrando una notevole padronanza tecnica ed una spiccata sensibilità musicale.

Valentina Boi, soprano

Valentina Boi Soprano lirico, nasce a Livorno nel 1984. 
Inizia sin da bambina gli studi musicali frequentando le classi di viola e pianoforte presso l'Istituto Musicale Pietro Mascagni di Livorno. Parallelamente agli studi in conservatorio, amplia la sua formazione frequentando corsi di danza e di recitazione in varie città europee con Augustì Humet, Lorenzo Mucci, Ugo Chiti, Nikolaj Karpov e Saverio Marconi, svolgendo una breve ma intensa attività attoriale che l'ha vista esibirsi in spettacoli quali La Gatta Cenerentola di De Simone e in vari Musical in lingua inglese, in ruoli da protagonista. Consegue il diploma di canto nel 2010 presso l'Istituto Musicale Pareggiato L. Boccherini di Lucca e si perfeziona successivamente con Luciana Serra, Lucetta Bizzi e Luigi Roni a Milano e all'Accademia di Alto Perfezionamento di Torre del Lago. Approfondisce lo studio del repertorio con Daniela Dessì, attualmente prosegue gli studi con il baritono Federico Longhi.
Ha interpretato il ruolo di Alice Ford in Falstaff nell'allestimento di Luca Ronconi al Teatro Carlo Felice di Genova, Tosca presso il Macedonian Opera Theatre di Skopje, Mimì ne La bohème per il 69° Luglio Musicale Trapanese, Isaure Jerusalem per l'inaugurazione del Festival Verdi 2017 al Teatro Regio di Parma, Giulietta ne Les contes d’Hoffmann nel Circuito Toscano, Lauretta in Gianni Schicchi a Firenze e Giorgetta ne Il Tabarro al 60° Festival Puccini sotto la direzione di Bruno Nicoli, suscitando il favore sia di pubblico che della critica.
Tra i recenti e futuri impegni il debutto nel ruolo di Iris di Mascagni nei teatri di Livorno e Pisa, Adalgisa in Norma al Teatro Carlo Felice di Genova e Garsenda in Francesca da Rimini al Teatro alla Scala di Milano, è stata Mimì ne La bohème al Teatro Lirico di Cagliari , il debutto in Aida al Teatro Goldoni di Livorno nel prestigioso allestimento di Franco Zeffirelli, diretta da Marco Boemi. È stata Liù in Turandot per l’inaugurazione del Huafa Theatre di Zhuhai (Cina) con la direzione di Valerio Galli, ruolo che l'ha vista successivamente interprete al 61° Festival Puccini a fianco di Giovanna Casolla, di nuovo Mimì ne al Teatro Petruzzelli di Bari diretta da Maurizio Barbacini; Un ballo in maschera al Regio di Parma, Donna Elvira in Don Giovanni e Adriana Lecouvreur al Teatro Filarmonico di Verona, Santuzza in Cavalleria rusticana al Carlo Felice, Tosca ad Atene, Suor Angelica a Livorno.

Elena Memoli, soprano

Elena Memoli Consegue col massimo dei voti e la lode il Diploma Accademico di II livello in canto lirico presso il Conservatorio Statale di Musica “S.P a Majella” di Napoli. Perfeziona i suoi studi con cantanti di fama internazionale tra cui C. Desderi, L. D’Intino, M. Parutto e B. Baglioni. 
Debutta il ruolo di Musetta nell’opera La Bohème di G. Puccini presso il Teatro degli Industri di Grosseto diretta da A. Freiles e al Teatro Italia di Napoli, diretta da M. Testa. È Annina ne La Traviata presso il teatro Alfieri di Asti sotto la direzione di C. Desderi. Diretta da D. Oren è Zerlina nell’opera Don Giovanni di Mozart, Une Dame d’Honneur nell’opera Robert le Diable di G. Meyerbeer, incisa poi per la Brilliant classic, e la Contessa di Ceprano in Rigoletto di Verdi, presso il Teatro G.Verdi di Salerno. Sempre dal Rigoletto è Gilda al teatro Serpente Aureo di Offida, diretta da M. Petrolo,  poi Suor Angelica e Violetta presso il Teatro Diana di Napoli, dove di recente è Tosca nello spettacolo Opera Talk Show di R. Canessa.
Si esibisce in Brasile per il concerto inaugurale del XX° campionato mondiale di calcio con gli archi di S. Cecilia ed i fiati del Teatro San Carlo presso il teatro Amazonas di Manàos e nella Casa De Les Artes di Belo Horizonte, replicato poi al teatro Mancinelli di Orvieto. 
É protagonista nel ruolo di Preziosa nell’operetta La finta Parigina di D. Cimarosa, in scena a Parigi all’Opera Bastille, e al Teatro Garibaldi di Caserta; è Tarquinio nell’opera Il trionfo di Clelia di N. Jommelli al teatro Cimarosa di Aversa. Interpreta il ruolo di Violetta nel Teatro Martinetti di Garlasco, guidata dal Y. Gohda e Fiordiligi al corso sull’opera Così fan tutte tenuto da D. Renzetti presso l’Accademia Ariadimusica di Roma.
Svolge una intensa attività concertistica e ha riscosso successo di pubblico e critica in Cina dove col pianista P. Vergari ha tenuto numerosi concerti nei maggiori politeatri della nazione.

Eva Maria Ruggieri , soprano

Eva Maria Ruggieri , nasce a Silvi Marina (Teramo) nel 1992. Intraprende gli studi   del canto lirico all’età di 17 anni presso il conservatorio di Musica “Luisa D’Annunzio” di Pescara. Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica, si trasferisce a Milano per continuare gli studi musicali presso il conservatorio di musica “Giuseppe Verdi”, dove nel luglio 2016 consegue il   diploma in canto. Prosegue gli studi con il tenore Vito Martino. Dal novembre 2017 frequenta il corso di Canto biennio specialistico presso il conservatorio di musica Luigi Cherubini a Firenze, seguita dalla Maestra Donatella Debolini.
Nel 2013 debutta in Cavalleria rusticana nel ruolo di Mamma Lucia presso il teatro Giuditta Pasta di Saronno e l’anfiteatro di Marina Di Camerota. Nell’estate 2016, conclusi gli studi presso il conservatorio, avvia la sua carriera interpretando il ruolo   della protagonista Griselda nell’opera Griselda di Antonio Vivaldi nell’ambito del  “Vivaldi Opera Festival”, nei maggiori teatri Svedesi.
E' vincitrice del terzo premio nel concorso “Antonio Bertolini” a Milano.
In aprile 2017 debutta nell’opera Die Zauberflote nel ruolo di Terza dama presso il Teatro Argentina di Roma, il Teatro San Carlo di Napoli e il Teatro Sociale di Rovigo.
Nel maggio 2017 è solista nella Messa in Re maggiore di Dvorak presso la Basilica di San Vittore di Varese.
Interpreta Lady Bracknell nell'opera L'importanza di essere Franco di Mario Castelnuovo Tedesco nella stagione del Luglio Musicale Trapanese a Trapani e al teatro Goldoni di Firenze.
E' Anja nella prima mondiale dell'opera Alice di Massimiliano Messieri presso il Teatro G. Rossini di Pesaro.

Giulia De Blasis, soprano

Giulia De Blasis Diplomatasi presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma, ha proseguito lo studio del canto sotto la guida di rinomati artisti come Luciana Serra, Renata Sotto e Mariella Devia. E’ risultata vincitrice di diversi concorsi internazionali come il IV Concorso Arteincanto, il II Concorso OMEGA di Firenze, XXIX Concorso Maria Caniglia, Internationalen Gesangswettbewerbs, come “schönste Sopran Stimme”, Internationalen Lions Gesangswettbewerb der Festspiele Immling come “Migliore interprete Mozartiana” e, recentemente, il 14esimo Concorso Internazionale “Tito Schipa”.
Debutta a soli 23 anni nelle vesti di Adina ne L’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti nei Teatri Flavio Vespasiano di Rieti e Olimpico di Roma. In rapida successione interpreta i principali ruoli del repertorio lirico: Pamina (Die Zauberflöte), Zerlina (Don Giovanni), Sofia (Il Signor Bruschino), Rosina (Il barbiere di Siviglia), Musetta (La Bohème) Susanna (Le nozze di Figaro), Nannetta (Falstaff), Zerlina (Il Convitato di pietra), Maturina (Don Giovanni), Lauretta e Nella (Gianni Schicchi), Madama Cortese (Il viaggio a Reims),
Francesca (Francesca da Rimini), Violetta (La Traviata), Brigitta (Iolanthe), Margherita (Margherita d’Anjou), Maria (La Capinera). Ha calcato molti dei palcoscenici dei più importanti e riconosciuti teatri italiani: Rossini di Pesaro, Carlo Felice di Genova, Comunale di Treviso, Massimo Bellini di Catania, Comunale di Modena, Municipale di Piacenza, Valli di Reggio Emilia, Comunale di Ferrara, Verdi di Pisa, Festival della Valle d’Itria di Martina Franca. Tra i teatri esteri: Philarmonie di Berlino, Macedonian Opera and Ballet, 16th International Festival of dance and Music di Bangkok, Paernu Concert Hall in Estonia, Craiova Opera House in Romania, Magnitogorsk Opera and Ballett in Russia. E’ stata diretta da maestri del calibro di Fabio Luisi, Giuseppe Sabbatini, Ivan Lopez Reynoso, Daniele Agiman, e registi come Pier Luigi Pizzi, Dante Ferretti, Alessandro Talevi, Alessio Pizzech. Ha registrato per la Bongiovanni di Bologna Il Convitato di Pietra di Giovanni Pacini, opera dvd in cui è interprete del ruolo della primadonna, Zerlina. Già pubblicato anche il dvd della Margherita d’Anjou di Giacomo Meyerbeer, diretta dal M° Fabio Luisi.

Veronica Niccolini, soprano

Veronica Niccolini Soprano lirico di coloratura, nata da genitori toscani, e vissuta dalla nascita a Venezia. Dopo una formazione teatrale di prosa come attrice, affrontando autori quali W. Shakesperae, J. Saramago e H. Pinter, si laurea in specialistica in Scienze e Tecniche del Teatro presso l’università IUAV di Venezia, e firma le regie della Cenerentola di G. Rossini, de Il Trovatore di G. Verdi, e degli Intermezzi di F. Macini.
Si diploma in canto rinascimentale e barocco al Conservatorio di musica B. Marcello di Venezia, perfezionandosi nel canto lirico con il soprano Paoletta Marrocu.
Tra i ruoli debuttati troviamo, Amore nell’Incoronazione di Poppea di C. Monteverdi, Clorinda nel Combattimento di Tancredi e Clorinda di C. Monteverdi, Fanny ne La Cambiale di Matrimonio di G. Rossini. Nel portare avanti contemporaneamente lo studio del canto lirico e quello del repertorio barocco, sta frequentando il corso di perfezionamento di Prassi Barocca della Scuola di Musica di Fiesole.

Laura Esposito, soprano

Laura Esposito Soprano ventitreenne, inizia il suo percorso musicale a 12 anni come corista delle Voci Bianche del Teatro San Carlo di Napoli. A marzo 2019 consegue la laurea in Canto Lirico con il massimo dei voti presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.
Tra i ruoli già debuttati ricordiamo Euridice (Orfeo e Euridice di Gluck) diretta da Luca Signorini con la regia di Michele Mangini, Anna (nella riduzione dell’opera Le Villi di G. Puccini) con la regia di A. Zwiefka per l’Associazione Voce all’Opera. Entrata a far parte dell’ensemble OperaStudio del Teatro Carlo Felice di Genova, è stata selezionata per interpretare i ruoli di Norina (Don Pasquale di G. Donizetti), Una Cantante (Un maestro e una cantante di L. Rossi), Serpina (La Serva padrona di G.B. Pergolesi).
E’ poi Susanna (Nozze di Figaro di W.A. Mozart) diretta da A. Freiles con la regia di G. Ceccarini per il Chianni Per Festival. Per la stessa associazione ha eseguito i Carmina Burana di C. Orff rappresentati in forma scenica, diretta da E. Nuti con la regia di L.M. Mucci.
E’ cover di Liù nella Turandot di G. Puccini per il Festival Puccini di Torre del Lago, diretta da Marcello Mottadelli con la regia di G.D. Vaccari.
E’ Annina (La Traviata di G. Verdi), diretta da J. Rivani con la regia di L. Giossi presso il Teatro Carlo Felice di Genova-Arena del mare.
E’ stata invitata dall’Associazione Carlo la Catena a cantare l’Inno Nazionale Italiano durante la cerimonia di premiazione d’insigni personalità della città di Napoli, alla presenza del Maestro Riccardo Muti e molti altri importanti personaggi.
E’ risultata vincitrice del I premio al Concorso Internazionale Saverio Mercadante. E’ inoltre vincitrice del “Lauro di bronzo” per specifiche note di distinzione artistica e della borsa di studio come migliore allievo per l’Associazione “Daltrocanto” del Soprano Donata D’Annunzio Lombardi

Veronica Senserini, soprano

Veronica Senserini Soprano pistoiese, si diploma in canto lirico presso l'istituto musicale pareggiato “Mascagni” di Livorno con il massimo dei voti. 
Studia pianoforte, musica vocale da camera e pianoforte jazz. 
Dal 2007 è membro fondatore dell'ensemble vocale barocco/ rinascimentale “La voce delle Muse”. 
Partecipa e vince diversi concorsi lirici e di musica da camera, tra i quali, nel 2011, vince il primo premio nella categoria esordienti del concorso per giovani cantanti lirici europei “Aslico”. Nell’autunno dello stesso anno il soprano è stata impegnata in “Rigoletto” nei maggiori teatri del nord e centro Italia. 
Nel 2011 le è stato assegnato il “Premio Prato Iva Pacetti”. 
Dal 2010 si occupa di formazione vocale per voci bianche nelle scuole primarie della provincia di Pistoia. Ha debuttato i ruoli di Flora, Lola, Didone, Mimì e Musetta, Frasquita, Suor Genovieffa e (in selezione) Micaela e Contessa.

Valentina Saccone, soprano

Valentina Saccone Dal 2001 è allieva del soprano Nicoletta Maggino; nel 2015 ha conseguito la laurea di biennio di canto lirico con il massimo dei voti presso l’ISSM “Franci” di Siena sotto la guida del mezzosoprano Laura Polverelli. Dal 2014 si perfeziona con il soprano Cristina Ferri.

Ha frequentato varie masterclass, fra cui quelle di Helen e Klaus Donath presso l'Università Mozarteum di Salisburgo (AT), Bruna Baglioni e del regista Gianmaria Aliverta di Venaus. Ha debuttato nel ruolo di Musetta in La Bohème nel 2014 e l’anno dopo ha partecipato nel ruolo di Kate Pinkerton alla Madama Butterfly a Casole d'Elsa, sotto la direzione del M. Marziali. Nel 2016 ha vinto il Premio Internazionale per Cantanti Lirici “Voci Liriche a Villalago” ed ha eseguito come solista il Pierrot Lunaire op. 21 di Schönberg. Nel 2017 ha partecipato alla performance Reducing the Tempo to Zero di e con il compositore Ben Vida, presso il Centro per l'Arte Contemporanea “Luigi Pecci” di Prato; l’anno dopo ha eseguito la Suor Angelica di Puccini in forma di concerto per cinque voci femminili, rivestendo i ruoli di Suora Zelatrice, Suora Infermiera e Seconda Cercatrice. Nel 2018 è stata selezionata per la Berlin Opera Academy (DE), dove ha studiato con cantanti e preparatori musicali di fama internazionale come Fred Carama e Pamela Armstrong; nel 2019 ha partecipato alla Performing Opera Summer School del Grachtenfestival di Amsterdam (NL). Si esibisce come soprano in formazione di duo con pianoforte, con chitarra, con violoncello e in diversi ensemble su repertorio da camera, operistico e contemporaneo. 

Laura Scapecchi, soprano

Laura Scapecchi Si diploma presso il Conservatorio L. Cherubini di Firenze nel 2016 con il massimo dei voti nella classe del soprano Donatella Debolini. 
Già allieva del soprano Nemi Bertagni, prosegue gli studi di canto con il soprano Cristina Ferri e il M. Simone Marziali.
Dal 2010 si esibisce come solista del coro A. Agazzari della Cattedrale del Duomo di Siena. 
Dal 2010 al 2017 frequenta i corsi di perfezionamento in Arte Scenica del M. Torrigiani presso il Conservatorio L. Cherubini di Firenze.
Debutta nel ruolo di Contessa in Nozze di Figaro in forma di concerto nel 2010 e in quello di Mimì in Bohème nel 2012. Riveste i panni di Flora in Traviata nel 2017 sotto la direzione del M. Boldrini presso il Teatro Costone di Siena ed interpreta Lola in Cavalleria Rusticana nel 2018 sotto la direzione del M. Lo Re a Casole d’Elsa.
Contemporaneamente all’attività operistica, partecipa a numerosi concerti di musica sacra in Italia e all’estero (Austria, Germania, Slovenia, Polonia, Inghilterra), tra cui il Requiem di W. A. Mozart, lo Stabat Mater di G. B. Pergolesi e il Magnificat di J. S. Bach, diretta dal M. C. Mancini. 
È inoltre docente di pianoforte dal 2008 al 2010 presso la Scuola di Musica di Quercegrossa e preparatrice di coro polifonico e gregoriano per la Corale Sant’Agata di Asciano (SI), la Corale Ponte a Bozzone (SI) e la Corale A. Agazzari di Siena.

Isabel Lombana Mariño, soprano

Isabel Lombana Mariño  Italo-colombiana, figlia d’arte, ha intrapreso i suoi primi passi nella musica come strumentista, con lo studio del violoncello, che ha poi proseguito ancora in tenera età presso il Conservatorio “E. F. Dall’Abaco” di Verona sotto la guida del M° Angelo Zanin.
Nel 2015 si è diplomata in Canto presso il Conservatorio “F. A. Bonporti” di Trento, sotto la guida di Daniela Longhi, e successivamente ha svolto un periodo di perfezionamento nel repertorio barocco nella classe di Sara Mingardo presso il Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Nel 2018 è perfezionata anche nei prestigiosi corsi dell’Accademia Chigiana, nella classe di William Matteuzzi, e in quelli del Mozarteum di Salisburgo, sotto la guida di Claudia Visca. È stata inoltre ammessa ed ha frequentato l’Accademia del Teatro Coccia di Novara, perfezionandosi nelle discipline tecnico-interpretative afferenti al canto con maestri quali M. Beltrami, A. Sisillo, G. Aliverta, P. Marrocu, F. Longhi ed altri.
Come solista e in ensemble corale o da camera ha collaborato con rinomate realtà, quali la Fondazione Haydn presso il Teatro Sociale di Trento e lo Stadttheater di Bolzano, il Teatro Coccia di Novara, il Festival di Stresa, la Fondazione Pavarotti, la Società dei Concerti di Venezia, la Filarmonica di Rovereto, la Venice Monteverdi Academy ed altre.
Nell’ultimo anno i suoi impegni più significativi sono stati il debutto nel ruolo di Ciesca nel Gianni Schicchi di G. Puccini presso il Teatro Coccia di Novara e il debutto nella parte del Soprano II solista dello Stabat Mater di G. Rossini diretta dal M° Ezio Bosso presso lo Iubel Festival di Todi, con la Europe Philarmonic Orchestra. Nei prossimi mesi sarà impegnata nella produzione del dittico Cavalleria rusticana di P. Mascagni e Suor Angelica di G. Puccini, nel ruolo di Prima Cercatrice in quest’ultima opera, presso il Teatro Goldoni di Livorno, il Teatro Coccia di Novara e il Teatro Sociale di Rovigo, poi nel Combattimento di Tancredi e Clorinda di C. Monteverdi in occasione dell’inaugurazione dell’ottava stagione del festival “Voce all’Opera” di Milano, e nuovamente nell’opera Suor Angelica di Puccini, nel ruolo del titolo, presso la stagione della Sala del Riario di Ostia Antica, sotto la direzione del M° Mirco Roverelli. 
Di formazione classica, si appassiona di letterature e lingue. Attualmente, per passione, affianca la sua attività artistica ad un percorso universitario, studiando Lingue e Culture straniere presso l’Università di Roma Tre.

Sofya Yuneeva, soprano

Sofya Yuneeva  Nata a Volgograd (Russia, classe 1992), figlia d’arte, assieme ai primi studi di pianoforte ha debuttato nel coro di voci bianche al teatro dell’opera di città natale.

Ha proseguito gli studi di canto al Collegio delle Arti di P. A. Serebryakov (Volgograd). A diciotto anni è diventata artista del coro del teatro dell’opera di Volgograd, partecipando alle numerose produzioni del repertorio operistico internazionale. Un anno dopo è stata ammessa al Conservatorio di Santa Cecilia (Roma), conseguendo il diploma di laurea triennale in canto lirico con G. Sabbatini e A. M. Ferrante.

Nel settembre 2019 si è laureata in canto rinascimentale e barocco (biennio) con S. Mingardo, sempre nel medesimo conservatorio con il voto di 110 e lode.

In Italia si è esibita in diversi repertori che spaziano dalla musica antica e sacra fino alla musica contemporanea. Ha cantato presso il festival Short Theater al Macro Testaccio, al teatro di Villa Torlonia ha eseguito la parte di solista in oratorio contemporaneo Che grande guerra! di Daniele Scaramella con Spirale Armonica Ensamble (Roma). A Villa Abamelek, residenza dell’ambasciatore russo, ha presentato al pubblico un concerto solistico di musica da camera russa con il pianista Michele Reali. Nel 2018 è stata invitata a far parte della 15^ edizione del prestigioso Rome Chamber Music Festival a palazzo Barberini, con la direzione artistica di Robert McDuffie.

Nelle produzioni del conservatorio ha interpretato vari ruoli mozartiani (Donna Elvira nel Don Giovanni, Dorabella e poi Fiordiligi nel Così fan tutte) e si è esibita ne L’Orfeo di Claudio Monteverdi con orchestra barocca (dir. Valerio Losito).

Nel 2019 è stata vincitrice del terzo premio al Concorso lirico internazionale “Jole di Maria”, dopodiché è stata invitata a prendere parte in Mascagni Opera Studio al Teatro Goldoni di Livorno.

2023 Suor Angelica del Teatro Goldoni è il suo debutto teatrale.