martedì 1 gennaio 2019

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sabato 13 ottobre 2018

EMANUELA TAGLIAVIA, coreografa

Danzatrice e coreografa, si forma in Italia per poi perfezionarsi in danza contemporanea in Francia. Collabora con compagnia quali: Corpo di Ballo del Teatro Massimo di Palermo, Ballet du Louvre, Ballet des Temps Modernes, Europa Ballet, Cie Alain Marty, Cie Philippe Tressera, Compagnia Susanna Beltrami, Compagnia Ariella Vidach. Crea le coreografie per Der Dämon di Paul Hindemith, (1996, Piccolo Teatro Studio, Milano), per Y:T:T:T:0:M: adLlB: di Roberto Masotti; crea 12 minuti all’alba su commissione di Giorgio Gaslini (1998), Corto Circuito per la scuola del Teatro dell’Opera di Roma (1999), À la Carte (Teatro Piccolo Regio di Torino,  Festival Civitavecchia, Festival Cagliari), Waitingage per Danza da Bruciare di Roma, M’encanta per il Festival di Rapallo. Firma Trio destino, presentato al Teatro Bol’šoj di Mosca. Per la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala firma Macbeth, La valse à mille temps di Jacque Brel, Ceci n’est pas e Carmen. Cura le coreografie di Nabucco (2001, regia di Stefano Monti), Rigoletto (2002, regia di Vittorio Sgarbi), Aida (2003, Great Opera Seoul, regia Stefano Monti). Per il Museo della Scienza di Milano, nascono 506 e Luminare Minus (2008). Fra il 2009 e il 2016 nascono Oscillazioni, Balthus Variations, Hopper Variations, Pour en Herbier, Island, Encore une Valse e Combustioni, con cui riapre il Teatro Continuo di Milano. Firma le coreografie di Qohelet, presentato nell’ambito di Jewish in the City #150 - Teatro Franco Parenti (2016). Nel 2017 cura i movimenti coreografici de La gazza ladra, regia di Gabriele Salvatores e direzione di Riccardo Chailly (Teatro alla Scala). Nel 2018 vanno in scena Murmuration (Festival di danza Contemporanea Pulchra Minima – Teatro Gerolamo), Chansons de Bilitis, con Luciana Savignano (Chiostro del Conservatorio di Milano).  Tagliavia è la coreografa dell’opera Alì Baba e i 40 ladroni, regia di Liliana Cavani e direzione di Paolo Carignani (Teatro alla Scala). Dal 1999 è docente di danza contemporanea presso la Scuola di Ballo dell’Accademia delle Arti e Mestieri del Teatro alla Scala. Dal 2007 è docente presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.

MARGHERITA COLOMBO, direttore d'orchestra

Si è diplomata in Direzione d’orchestra sotto la guida di Daniele Agiman al Conservatorio di Milano nel 2010, concludendo un brillante percorso di studi: Diploma in Pianoforte (Mario Boselli), Biennio per Maestri collaboratori (Umberto Finazzi), Diploma in Composizione (Fulvio Delli Pizzi), corso triennale di Alto Perfezionamento pianistico dell’Accademia Musicale Pescarese (Paolo Bordoni), numerose masterclasses (Aldo Ciccolini, Joaquin Achucarro, Sergio Perticaroli, Jeffrey Swan).
È direttrice d’orchestra stabile (1° Kapellmeisterin) presso il Landestheater Niederbayern a Passau dal 2017; in questo ruolo ha diretto recite e concerti sinfonici alla guida della Niederbayerische Philharmonie nei teatri di Passau, Landshut e Straubing: tra le sue produzioni figurano La Wally di Catalani, Wiener Blut e Zigeunerbaron di Strauss, Il mondo della luna di Haydn, Operetta Anthology di Lortzing, Der Graf von Luxemburg di Lehár oltre a vari concerti sinfonici.
Ha diretto importanti orchestre tra cui spicca la Gewandhausorchester di Lipsia in diverse produzioni dell’Opera della stessa città, tra cui Pinocchio di Valtinoni e Papageno und die Zauberflöte di Mozart. Ha inoltre diretto: in Germania la Loh-Orchester Sondershausen nella Traviata di Verdi, Il piccolo principe di Hoffman, Prinzessin Anna di Vinje e Il piccolo flauto magico di Mozart; all’Opera Nazionale di Tirana Orfeo ed Euridice di Gluck; a Milano La traviata presso il Teatro Filodrammatici, Il signor Bruschino e La scala di seta di Rossini alla Sala Verdi del Conservatorio, poi in tournée a Lugano e Locarno; L’histoire du soldat di Stravinskij a Lipsia e Milano e L’opera da tre soldi di Brecht/Weill a Milano.
Margherita Colombo svolge parallelamente all’attività di direttrice d’orchestra un’intensa collaborazione con l’associazione “Vacanze Musicali” di Milano, con la quale realizza masterclasses per Maestri collaboratori e corsi di formazione orchestrale per giovanissimi; dal 2018 lavora con I Musici di Parma come docente dei corsi di perfezionamento per Maestri collaboratori.

lunedì 24 settembre 2018

Alfredo Arcobelli, corno

Alfredo Arcobelli, nato il 13/08/53, si è laureato giovanissimo in corno presso il Conservatorio Piccinni di Bari sotto la guida del M° Filippo Pugliese,   allora diretto dal  M° Nino Rota,  con il massimo dei voti e lode  è poi perfezionato in Germania con Hermann Baumann.
A 15 anni ha esordito i orchestra e nel 1973 ad appena vent'anni, ha vinto il concorso di primo corno presso l'orchestra de “I Pomeriggi Musicali” di Milano, ruolo che ha occupato fino al 2016 quando decide di dedicarsi alla attività di libero docente di corno.
Ha collaborato con prestigiosi direttori d'orchestra e grandi formazioni orchestrali quali orchestra Rai di Milano, Rai di Torino. 
In qualità di solista ha affrontato il repertorio classico romantico da Mozart (quattro concerti per corno e orchestra) a Beethoven, la famosa Sonata in fa Maggiore ed altri autori quali Gliere, Schumann, Haydn, Strauss, Brahms. 
Ha una ampia esperienza di musica da camera in collaborazione con “Brass quintet” e di liederistica con pianoforte e canto.
E’ stato docente di Corno presso i conservatori di musica di Darfo/Brescia, Cesena, Vicenza, Milano. Ha svolto Inoltre tournée in USA, Canada, Portogallo, Spagna, Turchia, Malta, Jugoslavia, Tunisia, Austria e Francia con prestigiose orchestre

sabato 22 settembre 2018

BIBLIOTECA DELL’ISTITUTO MUSICALE BRERA

La Biblioteca dell’Istituto Brera è costituita da un fondo librario frutto delle donazioni di musicisti ed appassionati.
La maggior parte dei libri è conservata al piano terreno negli originali armadi in legno della Sala Presidenza-Biblioteca e solo una parte in armadi in ferro nella sala attigua.
E’ dotata di un catalogo ordinato alfabeticamente per autori, strumenti e generi.
Il fondo dei manoscritti ha anche un catalogo a stampa redatto dal dott. Alberto Viarengo e pubblicato a cura dell’Istituto per i beni musicali del Piemonte nel 1999.
Il fondo è costituito da circa 10000 volumi di cui 1813 manoscritti.
Dei manoscritti 165 appartengono al XVIII secolo, 1258 al XIX e 390 al XX.
Entrando nel dettaglio si nota come la musica operistica, soprattutto intesa come riduzioni, fantasie e pot-pourri sia largamente rappresentata (circa 400 numeri) seguita da musica da camera per piccoli e grandi organici (circa 300 numeri). Non mancano le pagine di musica sacra, musica vocale e metodi ed esercizi di studio.
Molti manoscritti non sono semplici copie ma autografi.
Il fondo dei volumi a stampa offre anch’esso una vasta rappresentanza di tutti i settori musicali con edizioni antiche e di notevole pregio.
Ovviamente tutta la produzione operistica ottocentesca vi è copiosamente rappresentata ma non mancano edizioni strumentali e metodi di studio e Canto rappresentativi dell’evoluzione della didattica e delle tecniche strumentali.
E’ presente anche un fondo di circa 1100 volumi manoscritti e a stampa di musica per Banda con un catalogo separato.
Tutta la musica presente nella Biblioteca testimonia la vivacità della vita musicale dell’epoca e si interseca con la vita della città, del suo Teatro e della sua Scuola.

ALESSANDRO MORMILE, Critico musicale e giornalista, studioso di storia della vocalità.

ALESSANDRO MORMILE, Critico musicale e giornalista, studioso di storia della vocalità.  Si è laureato in “Storia del melodramma” con Paolo Gallarati presso l'Università di Torino, approfondendo gli studi sulla storia della vocalità e sulla prassi esecutiva con Giorgio Gualerzi.
Collabora come critico musicale e corrispondente della rivista L'Opera, della quale è caporedattore, e scrive per diverse altre testate.
È componente dell'Associazione Nazionale Critici Musicali, per la quale fa parte del Direttivo come revisore dei conti e come membro della giuria per l'assegnazione del “Premio Abbiati”.
Svolge inoltre intensa attività di conferenziere per associazioni e istituzioni musicali, e come saggista ha collaborato alla stesura del Dizionario Enciclopedico dell'Opera Lirica (Editrice Le Lettere) e a Philharmonia, guida alle città dell'Europa musicale (Calderini). Ha pubblicato il libro Controtenori. La rinascita dei “nuovi angeli” nella prassi esecutiva dell'opera barocca (2010, Zecchini Editore).
Nel dicembre 2008 si è classificato fra i primi tre quattro finalisti del Premio Europeo di Critica Musicale “Aldo Cesaraccio” indetto dal Rotary di Sassari, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana. 

Gianna Fratta, direttore d'orchestra

GIANNA FRATTA, decide di diventare direttore d’orchestra a nove anni e da allora intraprende e completa col massimo dei voti la sua formazione accademica in pianoforte e composizione, oltreché in direzione d’orchestra con 10 e lode.
Inizia giovanissima la sua carriera come pianista e direttore vincendo numerosi concorsi nazionali e internazionali che la portano ad esibirsi nei teatri più importanti del mondo in città come Berlino, New York, Tel Aviv, Mumbay, Barcellona, Pretoria, Johannesburg, Kolkatta, Istanbul, Stoccolma, Vilnius, Haifa, Roma, Seoul, Montevideo, Buenos Aires, San Paolo del Brasile, Praga e tante altre.
Dirige importanti orchestre come i Berliner Symphoniker, l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma, la Sinfonica di Macao (Cina), la Mimesis del Maggio Musicale Fiorentino, l’ORT di Firenze, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, la Royal Academy di Londra, l’Orchestra della Fondazione Toscanini di Parma, la Nuova Scarlatti di Napoli, la Russian Simphony Orchestra, la Sinfonica di Greensboro e la Dubuque Simphony Orchestra (USA), la Prime Orchestra di Seul (Corea), l’Orchestra Filarmonica di Montevideo, la Sinfonica di Sanremo, L’Aquila, Bari, Lecce, l’Orchestra del Teatro Nazionale di Belgrado, Maribor, Skopje, l’Orchestra del Teatro Bellini di Catania, l’orchestra Sinfonica Siciliana, l’Orchestra Sinfonica dello Stato del Messico, l’Orchestra Filarmonica Libanese e molte altre in tutto il mondo.
Borsista all’Accademia Chigiana di Siena, ottiene il prestigioso diploma di merito dell’Istituzione senese e diventa pupilla del grande direttore Yuri Ahronovitch che scrive di lei “non ho mai conosciuto un direttore così giovane e già così dotato di braccia e di cuore”.
Suona e dirige nei più importanti teatri del mondo (Carnegie Hall di New York, Teatro Coliseo di Buenos Aires, Teatro Solis di Montevideo, Seoul Art Center di Seoul, Smethana Hall di Praga, Teatro Sao Pedro a San Paolo del Brasile, Teatro dell’Opera di Roma, Givataim di Tel Aviv ecc.), collaborando con i più importanti artisti del panorama internazionale.
Incide CD e DVD per numerose etichette (Bongiovanni di Bologna, Velut Luna, Nea&Antiqua, Budapest Dischi, Amadeus ecc.), spesso con opere in prima assoluta.
Tiene master class in molte università nel mondo ed è titolare della cattedra di Elementi di Composizione al Conservatorio di Foggia, oltre che visiting professor alla Sungshin University di Seoul.
Laureata in giurisprudenza, oltreché in discipline musicali con 110 e lode, il 7 marzo 2009 è insignita dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica italiana per i meriti artistici da lei ottenuti in campo internazionale come pianista e direttore d’orchestra; il 18 dicembre del 2016 dirige in Eurovisione la XX edizione del Concerto di Natale al Senato, nelle precedenti edizioni sempre affidato a direttori uomini del calibro di Muti, Metha, Maazel, Campanella. A Novara ha diretto Nabucco nella stagione 2017/2018, con la regia di Pier Luigi Pizzi.

venerdì 21 settembre 2018

PIERA MUNGIGUERRA, regista

Piera Mungiguerra nasce a Milano nel 1983. Insieme agli studi universitari in Lettere intraprende quelli teatrali studiando la Biomeccanica di Mejerchol’d con G. Bogdanov. Fra i maestri che si avvicendano nel tempo ricorda soprattutto Cesar Brie ed Emma Dante. Segue lezioni di Lighting Design presso la facoltà di Architettura di Milano con Gabriele Amadori e successivamente drammaturgia presso la scuola Civica Paolo Grassi.
Nel 2007 debutta al CRT Teatro dell’Arte con Mosca - Grozny – Beslan. Le donne restano. uno studio da Troiane di Euripide. Nel 2012 mette in scena il ‘Così fan tutte’ di Mozart in un capannone alla periferia di Milano con giovani musicisti e cantanti. Nel 2013 vince una borsa di studio nell’ambito del programma Roche Continent realizzato in collaborazione con il Festival di Salisburgo per artisti e ricercatori scientifici. Nel 2015 debutta a Campo Teatrale con lo spettacolo Come l’acqua da un bicchiere rotto, mentre nell’estate del 2016 cura la regia di Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare con musiche di Mendelssohn insieme all’ensemble Spira mirabilis. Nel 2017 mette in scena lo spettacolo Racconti con musiche di Ohana e De Falla a Lugano in collaborazione con il Conservatorio della Svizzera Italiana.
Nel 2017 fonda l’associazione ‘Cantiere Birnam’ per promuovere la ricerca nel teatro musicale.

CANTIERE BIRNAM

Cantiere Birnam nasce dall’esigenza di creare un luogo d’incontro tra professionisti del settore teatrale e musicale, ai fini di diffondere e valorizzare nuove forme di performance e modalità di allestimento del repertorio scenico. L’aspirazione è non solo di far incontrare figure professionali tradizionalmente tenute a distanza, ma anche di articolare un progetto condiviso da tutti i partecipanti di ambiti artistici diversi (dalla danza all’architettura, dalle arti figurative al sound design, etc.), attraverso un percorso di prove partecipato e consapevole.
Rendere più accessibile il repertorio di musica classica e di teatro di prosa è tra gli obiettivi principali dell’associazione, nell’ambito di una sempre maggiore necessità di rendere il teatro un vero e proprio spazio di incontro col pubblico, inteso sia come spettatori che come operatori.
Cantiere Birnam, come la foresta shakespeariana da cui prende il nome, è al tempo stesso un punto geografico e uno spazio immaginato, stabile e insieme cinetico, nascosto ma accessibile: il movimento di un suo ramo ha il potere di spostare foreste e inventare nuovi mondi.

SIMONE BERNARDINI, violino, direttore

Nato a Torino, Simone Bernardini ha suonato, in qualità di Konzertmeister, primo violino di spalla, con l’Orchestre National de Lyon, i Berliner Philharmoniker, l’Orchestra Filarmonica e del Teatro alla Scala di Milano, I Solisti d’Europa (orchestra composta dalle prime parti dei Berliner Philharmoniker, Wiener Philharmoniker, Orchestra del Teatro alla Scala e Orchestra Nazionale Sinfonica della RAI), invitato dalla Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks e collabora con la Chamber Orchestra of Europe e i Berliner Philharmoniker.
Come solista e camerista si è esibito nelle principali sale da concerto, fra cui la Carnegie Hall (per tre stagioni), il Lincoln Center e ai Bargemusic Concerts di New York, Concertgebouw di Amsterdam, Philharmonie di Berlino, Konzerthaus di Berlino, Teatro alla Scala di Milano, Auditorium RAI di Torino.
La sua registrazione delle opere per trio con pianoforte di Franz Liszt ha ottenuto il premio della critica francese Diapason d’Orde l’année 2007. Dopo aver studiato direzione d’orchestra al Conservatoire National Supérieur de Musique de Paris, si è perfezionato con Bernard Haitink alla Musikhochschule di Lucerna.
Il suo debutto parigino come direttore risale agli anni 1999 e 2000 al Festival Musical d’Automne de Jeunes Interprètes, festival dove si è anche esibito come solista in numerose riprese dal 1997. Ha diretto al Festival de Santander, al Théâtre de Monte-Carlo, al Théâtre de l’Opéra Comique de Paris, al Théâtre de l’Athénée de Paris, al Théâtre de Fontainebleau, all’Auditorium de Vincennes, all’Auditorium del Lingotto di Torino e inoltre, fra le altre, l’Orchestre Philharmonique du Luxembourg, l’Orchestra Musikene di San Sebastian per tre stagioni, l’Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte per tre programmi in due stagioni (con questa orchestra ha inciso anche cd e dvd) e l’Orquestra de Menorca.
Dopo aver insegnato presso l’Eastern Music Festival (USA), presso il Festival Euroasia à Seoul, presso l’Académie Européenne de Musique d’Aix en Provence così come presso la Fondazione Scuola di Musica di Fiesole, presso il Festival de Música de Santa Catarina in Brasile e aver occupato il posto di professore à presso l’Université Musikene de San Sebastian per quattro anni, è attualmente Professore all’Universität der Künste di Berlino e Professore invitato alla Kyoiku University d’Osaka e all’Universités Corpas et UniMúsica di Bogotá e all’Université d’Oulu en Finlande.

ENSEMBLE 1918

L’ensemble 1918 nasce dall’idea del clarinettista Tindaro Capuano di riunire in un solo ensemble musicisti provenienti dal mondo della musica antica con alcune prime parti di importanti orchestre sinfoniche internazionali. Il gruppo, sebbene appena costituito, conta su musicisti di grande esperienza e personalità: Salvatore Magazzù e Lorenzo Rovati, prima tromba e primo violino dell’Orchestra sinfonica siciliana, Giuseppe Mendola, primo trombone del Teatro La Fenice di Venezia, Tindaro Capuano, primo clarinetto di Tafelmusik baroque orchestra (Toronto, Canada), dell’Accademia Bizantina e solista de Il Giardino Armonico, Eyal Streett primo fagotto di Les Talens Lyrique e Giancarlo de Frenza primo contrabbasso de Il Giardino Armonico
I membri dell’Ensemble 1918 condividono l’interesse di esplorare il repertorio del primo novecento su strumenti originali. Questa scelta ha le sue radici nelle esperienze musicali di alcuni componenti del gruppo già abituati alla prassi esecutiva su strumenti d’epoca anche nel repertorio barocco, classico e romantico. Altri membri dell’ensemble invece, pur provenendo strettamente dal mondo “moderno” della musica, si sono lasciati coinvolgere in questa esperienza con molto entusiasmo rimanendo affascinati dalle possibilità “diverse” che gli strumenti originali mettono a disposizione. Sebbene le differenze con quelli cosiddetti moderni non siano cosi evidenti ad un occhio e un orecchio non particolarmente allenato, piccoli dettagli di imboccatura, differenti sistemi di posizioni, il semplice fatto di montare corde di budello anziché di metallo conferiscono agli stessi strumenti quelle peculiarità che permettono ai musicisti di suonare/parlare in modo più ricco, più colorato, più personale. Essi riflettono e restituiscono in modo perfetto quella che era l’estetica della musica di cento anni fa.

Daniele Furlati, pianoforte

Daniele Furlati (Bologna, 1973) è diplomato in composizione, in pianoforte e strumentazione per banda. Ha ottenuto due diplomi di merito ai corsi di perfezionamento in musica per film tenuti da Ennio Morricone e Sergio Miceli all’Accademia Musicale Chigiana di Siena. Nel 2007 si è classificato secondo al Concorso Giovani Musicisti Europei di Strade del Cinema di Aosta, con una composizione originale eseguita dal vivo a commento del film muto Bacon Grabbers, con Stan Laurel e Oliver Hardy. Nell’ estate 2010, su commissione del Festival di Santo Stefano di Bologna, ha composto un brano per armonica a bicchieri eseguito dal duo di musicisti polacchi Glass Duo. Per il teatro ha composto ed eseguito dal vivo le musiche per Una traversata con la felicità di Medvedkin e Cantico degli Yahoo (Teatro del Pratello, Bologna, 2010), con regia di Paolo Billi. Per Paesaggio e l’amante (Teatro delle Moline, Bologna, 2009), con regia di Marinella Manicardi e Filippo & Krokodilen (Teatre Tre, Stoccolma, 2008), con regia di Lena Stefenson, ha scritto le musiche di scena. Con la scrittrice Federica Iacobelli ha realizzato l’opera da camera Asteroide Lindgren (ognuno ha la sua stella), che ha debuttato a novembre 2007 al Teatro Comunale di Modena con la regia di Elisabetta Lodoli e Novelle fatte al piano, che ha debuttato a Roma presso il Conservatorio dell’Accademia di Santa Cecilia nel giugno 2010, con la regia di Giorgio Diritti.
Per MC2gallery ha collaborato al progetto di Immagini/video di Renato D’Agostin Tokyo Untitled (Académie de Musique Rainier III, Monaco, 2010) e al progetto di video arte di Alessia De Montis ConcertAzione.1 Bologna Galleria Contemporary Concept – ConcertAzione.2 Alassio Ex Chiesa Anglicana –ConcertAzione.3 (Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, Milano, 2010). ConcertAzione.4 Museo della Musica Bologna. Ha composto le musiche per spot pubblicitari, cortometraggi e documentari. Per il cinema è autore della musica del lungometraggio Viva San Isidro di Alessandro Cappelletti. E’ coautore con Marco Biscarini delle musiche dei pluripremiati Il vento fa il suo giro (Premio Migliore Musica Originale al Festival Cinema e Musica di Lagonegro) e L’uomo che verrà (Premio Ennio Morricone al Bari Film Festival) di Giorgio Diritti. Vive e lavora a Bologna.

giovedì 20 settembre 2018

ALESSANDRO CRUDELE, direttore d'orchestra

Alessandro Crudele nella foto di Concertodautunno
Nato a Milano, si è diplomato in violino al Conservatorio G.Verdi della sua città dove ha inoltre studiato composizione, laureandosi nel 1997. Ha iniziato giovanissimo lo studio della direzione d’orchestra, perfezionandosi dal 1999 al 2003 presso l’Accademia Chigiana di Siena e qui conseguendo diversi riconoscimenti, tra cui il prestigioso "Diploma d'onore". Ha ricevuto ulteriori stimoli ed insegnamenti da Christoph von Dohnányi e Sir Simon Ratle. 
Dal 2000 è Direttore musicale dell’Orchestra UniMi a Milano. Questa formazione, in pochi anni di vita, sotto la sua guida è cresciuta considerevolmente, arrivando a collaborare con i più importanti artisti del panorama internazionale come as Paul Badura-Skoda, Natalie Clein, Stefan Dohr, Ingrid Fliter, Viviane Hagner, Martin Helmchen, Albrecht Mayer, Gerhard Oppitz, Vadim Repin, Fazil Say e Lilya Zilberstein.
Con la UNIMI ha registrato un DVD con musiche di Debussy e Ravel. Nel 2005 la tournée in Germania dell’orchestra è stata registrata dall’emittente WDR ed ha ottenuto straordinari consensi.
Alessandro Crudele si è dedicato a lavorare con giovani artisti fin dall'inizio della sua carriera, e la collaborazione con orchestre giovanili è ancora una delle sue priorità. Dal 2003 al 2006, Alessandro è stato ospite fisso dell'Orchestra dell'Accademia del Teatro alla Scala e dal 2014 ha diretto la Jeune Orchestre International de Monte-Carlo, un'orchestra che include alcuni dei migliori giovani musicisti di tutta Europa.
E' stato definito dalla stampa tedesca "Un giovane, saggio stratega del podio" e riconosciuto come uno dei più promettenti giovani direttori italiani.
La sua carriera internazionale è cresciuta rapidamente e lo ha portato a dirigere orchestre prestigiose come la Bamberg e la Berlin Symphonies, la Melbourne Symphony, la Malaysian Philharmonic, la Monte-Carlo Philharmonic, la Israel Symphony, l'Orchestra Sinfonica Arturo Toscanini, l'Orchestra Sinfonica di Porto Casa da Música e la Prague Symphony Orchestra fok, la RTS Symphony Orchestra e l'Hong Kong Sinfonietta.
Il suo repertorio è molto vasto e spazia dal ’600 (17th century)ai giorni nostri. Appassionato sostenitore della musica contemporanea, ha fondato diversi concorsi per giovani compositori.
Ha fatto il suo esordio nell'opera con "Il Signor Bruschino" di Rossini, che ha anche diretto con successo.  Alessandro Crudele è inoltre molto apprezzato come raffinato interprete dell’impressionismo francese.
I suo prossimi impegni includono la Thürigen Philharmonie Gotha-Eisenach, la Shenzhen Symphony Orchestra e l'Orquestra Filarmonica de Minas Geiras, nonché un ritorno alla Filarmonica di Monte-Carlo e alla Sinfonietta di Hong Kong.
Dalla stagione 2018/2019, Alessandro Crudele assumerà la posizione di direttore ospite principale della Radio Symphony Orchestra di Belgrado.
Attualmente vive a Berlino.

www.alessandrocrudele .com

Orchestra UniMi

ORCHESTRA UNIMI (dell'Università Statale di Milano)
Fondata nel 2000 dal direttore Alessandro Crudele, l’Orchestra UniMi è diventata, grazie al suo direttore musicale Alessandro Crudele, una delle migliori orchestre sinfoniche di Milano, rappresentando allo stesso tempo, per la singolarità del suo progetto, un’autentica sfida sulla scena musicale del nostro Paese.
L’Orchestra UniMi collabora regolarmente con direttori e solisti di valore internazionale. Tra gli altri: Petr Altrichter, John Axelrod, Mario Brunello, Davide Cabassi, Natalie Clein, Francesca Dego, Enrico Dindo, Ingrid Fliter, Bernhard Gueller, Viviane Hagner, Martin Helmchen, Paul Mann, Céline Moinet, Gerhard Oppitz, Roberto Paternostro, Vadim Repin, Fazil Say, Ragna Schirmer, Bojan Suđić, Sergio Tiempo, Bramwell Tovey, Milan Turkovic, Anika Vavic, Lilya Zilberstein, oltre che con “prime parti” dell’Orchestra del Teatro alla Scala e dei Berliner Philharmoniker (Kolja Blacher, Stefan Dohr, Wenzel Fuchs, Karl Leister, Albrecht Mayer) nel ruolo di solisti.
L’Orchestra si è esibita in alcune tra le più prestigiose sale da concerto del mondo, come la Tonhalle di Zurigo (2009) e il Gewandhaus di Lipsia (2011).
Il concerto eseguito al Castello di Herten nel gennaio 2005, nel corso di una tournée in Germania che ha goduto di uno straordinario consenso di pubblico e di critica, è stato registrato e trasmesso dalla WDR (Westdeutscher Rundfunk).
Dal 2004 al 2015 l’Orchestra ha tenuto regolarmente concerti in stagione nell’Auditorium di Milano e, dal 2013, conclude le proprie stagioni nella Sala Verdi del Conservatorio di Milano.
Attenta da sempre alla musica contemporanea, l’Orchestra UniMi è la sola orchestra sinfonica italiana ad eseguire in ogni concerto un brano di un compositore vivente, nella gran parte dei casi in prima italiana.
Nel 2014, al Teatro Olimpico di Vicenza, l’Orchestra ha eseguito in prima mondiale, con la direzione di John Axelrod, Love’s Geometries di Fabio Vacchi.
L’Orchestra UniMi è regolarmente ospite del Festival MITO Settembre Musica.

martedì 18 settembre 2018

Orchestra degli studenti dei Conservatori di Milano e di Torino

MITO SettembreMusica edizione 2018 anche quest’anno offre ai Conservatori di Milano e Torino l’opportunità di collaborare, come già avvenuto negli anni precedenti, con due concerti (uno a Milano e uno a Torino) nei quale si esibirà un’orchestra di giovani studenti delle due istituzioni. La scelta del programma si inserisce nella direzione di far risaltare una compagine orchestrale di ampio respiro, che darà a tutti gli studenti coinvolti la possibilità di misurarsi in una produzione orchestrale di alto livello musicale.
L’obiettivo primario individuato da MITO con questa iniziativa è duplice: valorizzare i singoli studenti e dare sempre maggiore impulso all’attività orchestrale dei due Conservatori, promuovendo in tal modo la collaborazione tra musicisti e la possibilità di approfondire il senso del suonare insieme. L’opportunità di poter suonare nell’ambito del più famoso Festival musicale italiano, inoltre, rappresenta per gli studenti un’esperienza unica, in una rassegna che ospita alcuni dei migliori musicisti di livello mondiale. Con questa opportunità, infatti, gli studenti dei Conservatori di Milano e Torino potranno verificare in un’occasione così importante la preparazione acquisita durante il percorso didattico nei rispettivi Conservatori.
I compositori selezionati per questo concerto rappresentano una scelta precisa e assai impegnativa per i musicisti coinvolti: si va dal Rameau della Dardanus Suite n. 1 al Faurè della Pavane e Masques et bergamasques; dalle trascrizioni delle sonate di Scarlatti ad opera di Casella alla Pavane di Ravel.
Un’esperienza in cui ognuno è importante per sé ma è ugualmente importante per costituire un gruppo e far crescere negli studenti l’empatia musicale indispensabile per la buona musica.Il Festival MITO crede in questo obiettivo e si attiva ogni anno affinché la riuscita sia sempre più efficace.
Coordinamento e collaborazione didattica di Antonella Di Michele e Stefania Mormone

Francesco Cilluffo, direttore

Nato a Torino nel 1979, Francesco Cilluffo si è diplomato in direzione d’orchestra e in composizione presso il Conservatorio della sua città, laureandosi anche in storia della musica al DAMS. A Londra ha conseguito un master alla Guidlhall School of Music and Drama e un dottorato al King’s College, perfezionandosi nel frattempo con Michael Tilson Thomas (London Symphony Orchestra), Gianluigi Gelmetti (Accademia Chigiana di Siena), Ivan Fischer (Budapest Festival Orchestra).
Francesco Cilluffo ha anche lavorato come coach di repertorio italiano alla Guildhall School of Music and Drama di Londra ed è stato maestro sostituto nei teatri di Torino, Jesi, Mantova, Livorno e al Festival di Barga. E’ stato direttore assistente di Rani Calderon nel Simon Boccanegra di Verdi (Opéra du Rhin, Strasburgo) e nella Semiramide di Rossini (Danish Royal Opera House, Copenhagen), di John Mauceri (Danish Radio Symphony Orchestra), di Lothar Zagrosek in Intolleranza 1960 di Luigi Nono (Teatro la Fenice di Venezia), di Asher Fisch (Teatro Massimo di Palermo) e di Sir John Eliot Gardiner (Monteverdi Academy).
Tra i suoi impegni passati degni di nota: il Requiem di Mozart (ed. Levin) con l’Orchestra Filarmonica di Torino; una nuova produzione dell’opera The Servant di Marco Tutino al Teatro Rossini di Lugo; una nuova produzione de Le Nozze di Figaro di Mozart al Byblos International Festival; La Bohème a Tirana; il Requiem in do minore di Cherubini con l’Accademia Stefano Tempia di Torino; un concerto sinfonico per MiTo con l’Ensemble Europeo Antidogma; un Gala Verdiano con la Scottish Opera di Glasgow; Socrate di Satie al Barbican Centre di Londra; diverse produzioni per istituzioni quali il London City Festival, Saddler’s Wells e la London Contemporary Dance School. Ha anche regolarmente diretto l’Orchestra del Master dei Talenti musicali della Fondazione CRT.
Tra le sue apparizioni più recenti si ricordano: Das Lied von der Erde di Mahler (vers. Schoenberg) al Festival della Valle d’Itria di Martina Franca; un ciclo di concerti con l’Orchestra Filarmonica di Santiago del Cile; Der König Kandaules di Zemlinsky al Teatro Massimo di Palermo; il Requiem op. 9 di Duruflé e la Sinfonia n. 14 di Shostakovich con l’Orchestra Filarmonica di Torino (nell’ambito della sua collaborazione triennale con l’istituzione); una nuova produzione de Il Trovatore di Verdi per l’AsLiCo in un tour che ha toccato i teatri storici della Lombardia e poi replicata a Milano e a Como; concerti sinfonici con l’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari; concerti con la ORT-Orchestra della Toscana e Cinzia Forte (musiche di Wagner, Verdi e Prokofiev) per l’apertura dei Festival Incontri in Terra di Siena e Santa Fiora in Musica; L’Arlesiana di Cilea per l’apertura della stagione 2013-2014 del Teatro Pergolesi di Jesi (filmata in DVD dalla Dynamic); un Gala Verdiano alla Tchaikovsky Concert Hall di Mosca con i solisti e l’orchestra del Teatro del Galina Vishnevskaya Opera Centre; Cavalleria rusticana di Mascagni al Nuovo Teatro Comunale di Sassari; una nuova produzione di Tancredi di Rossini per il Circuito Lirico Lombardo con l’Orchestra I Pomeriggi Musicali, che ha toccato i teatri di Pavia, Cremona, Como e Brescia; una nuova produzione de La cambiale di matrimonio di Rossini al Teatro Regio di Parma e al Teatro Valli di Reggio Emilia; Il barbiere di Siviglia al Teatro Carlo Felice di Genova; una nuova produzione de Il Campiello di Wolf-Ferrari per l’apertura di stagione della nuova Opera di Firenze - Maggio Musicale Fiorentino, poi ripresa anche al Teatro Verdi di Trieste; un Gala Verdiano per il Festival Verdi di Parma; L’elisir d’amore per l’apertura della stagione lirica 2015 del Teatro Regio di Parma e al Teatro Comunale di Modena e poi con la New Israeli Opera e la Jerusalem Symphony Orchestra al Jerusalem Opera Festival; la prima mondiale dell’opera Le braci di Marco Tutino (tratta dall’omonimo romanzo di Sándor Márai) per l’apertura del Festival della Valle d’Itria di Martina Franca, poi ripresa allOpera di Firenze - Maggio Musicale Fiorentino; una nuova produzione di Nabucco all’Opera di Kiel; una nuova produzione del Guglielmo Ratcliff di Mascagni al Wexford Festival Opera; concerti con la Filarmonica Arturo Toscanini a Parma; Roméo et Juliette di Gounod alla New Israeli Opera di Tel Aviv.
Altri impegni  La Traviata all’Opéra Royal de Wallonie di Liegi; il concerto di apertura della stagione 2016-2017 dellOrchestra Filarmonica di Torino (musiche di Poulenc); Rigoletto con la New Israeli Opera e la Jerusalem Symphony Orchestra al Jerusalem Opera Festival; una nuova produzione di A Midsummer Night’s Dream di Britten al Teatro Ponchielli di Cremona e poi in tour per OperaLombardia (Brescia, Como, Pavia) e a Reggio Emilia; un concerto sinfonico con i Bremer Philharmoniker; Madama Butterfly eNabucco con la New Israeli Opera di Tel Aviv.
Tra i suoi prossimi impegni: Isabeau di Mascagni alla New York City Opera; Cavalleria rusticana e La voix humaine con Anna Caterina Antonacci e la regia di Emma Dante per OperaLombardia; Falstaff al Grange Festival.
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martedì 11 settembre 2018

Vittorio Ghielmi, direttore e compositore, viola da gamba

Musicista italiano, direttore e compositore, Vittorio Ghielmi si dedica all’esplorazione del repertorio antico ma anche alla formazione di nuove realtà musicali: ha condiviso il palco con artisti come Gustav Leonhardt, Cecilia Bartoli, Thomas Quasthoff, Andràs Schiff ma anche creato progetti con jazzisti come Kenny Wheeler, Uri Caine, Paolo Fresu, Markus Stockhausen, cantautori come Vinicio Capossela, la star amenco Carmen Linares, musicisti di tradizione extraeuropea come l’afghano Khaled Arman (Ensemble Kabul) ed è stato protagonista di prime mondiali (tra cui Uri Caine, Concerto per viola da gamba e orchestra, Amsterdam Concertgebouw e Bruxelles Bozar, 2008; Nadir Vassena, Bagatelle trascendentali per viola da gamba e orchestra, Berliner Philharmoniker Hall, 2006; Uri Caine, Danube Dreams per viola da gamba, corno di bassetto e orchestra, Musikverein Wien, 2012). L’ensemble da lui creato con la cantante argentina Graciela Gibelli, Il Suonar Parlante Orchestra, è regolarmente invitato nelle più famose sale del mondo. Dal 2007 al 2010 è stato assistente di Riccardo Muti al Festival di Salisburgo. Nel 2007 ha creato uno spettacolo attorno al ciclo Membra Jesu Nostri di Buxtehude, con regia e video di Marc Reshovsky e il coro svedese Rilke Ensemble (Gunnar Eriksson). Nel 2015 il cd Sony The Passion Music con sue composizioni e arrangiamenti dedicati alla musica antica irlandese ha vinto il prestigioso Echo Classic Award. Per le sue interpretazioni di musica antica ha ricevuto l’Erwin Bodky Award (Cambridge, Stati Uniti). Numerose sono le incisioni discografiche e i premi della critica (Alpha, Sony, Winter&Winter, Passacaille). Insegna viola da gamba al Mozarteum di Salisburgo ed è “Visiting Professor” al Royal College of Music di Londra. Ha tenuto masterclass nei più importanti Conservatori e Università del mondo. www.ilsuonarparlante.com.

La fonte musica, ensemble

"La fonte musica" è un ensemble specializzato in musica tardomedievale, fondato e diretto da Michele Pasotti. L’Ensemble è nato per interpretare la musica di passaggio tra l’età medievale e quella umanistica (ca. 1320- 1440, con particolare attenzione al Trecento italiano) su strumenti d’epoca e attraverso una costante ricerca filologica. L’Ensemble è stato ospite, tra gli altri, dei festival Resonanzen (Konzerthaus, Vienna), Konzertsaal der Wiener Sängerknaben a Vienna, Les Inouïes ad Arras in Francia, Teatro La Fenice di Venezia, Musica Sacra Piber in Austria, Cantar di Pietre in Svizzera, I Concerti dell’Accademia Bizantina, Vespri in San Maurizio, La Via Lattea, Ghislierimusica, Gaudete! Festival, Le Vie del Barocco, Musica nei Chiostri, Musica Ricercata, Antiqua, Festival dell’Ascensione, in Italia. Il primo progetto discografico Le Ray au Soleyl. Musica alla corte pavese dei Visconti (1360-1410) è uscito nel 2011 per ORF/Alte Musik e ha avuto critiche entusiaste e vinto premi internazionali. Ha ottenuto 5 diapason sul numero di novembre 2011 di «Diapason», il “Supersonic Award” della rivista lussemburghese «Pizzicato» ed è stato disco del mese e finalista per il disco dell’anno 2012 per «Amadeus». Il sito francese «Appoggiature» nel luglio 2011 gli ha conferito il massimo riconoscimento, Appoggiature d’or.
L’ensemble ha registrato nel 2015 il secondo disco Metamorfosi Trecento. Trasformazioni del Mito nell’Ars Nova.

Lucero Tena, nacchere

Ha appena quattro anni Lucero Tena quando impugna per la prima volta le nacchere. Non le ha più lasciate e ancora oggi, a ottant’anni, con alle spalle una carriera di stella assoluta del flamenco, continua a dedicarsi a questo piccolo eppure potentissimo strumento, che da “virtuosa” ha fatto dialogare con le più importanti orchestre sinfoniche.
Le nacchere sono uno strumento con una lunga storia, giunte ad avere un posto particolare nella danza spagnola, sia popolare sia classica. Alcuni ballerini si sono distinti per la loro abilità nel suonarle, ma nessuno di loro ne ha fatto un’arte a sé stante, un mezzo di espressione estetica. Lucero Tena ha raggiunto questo obiettivo, con la sua sensibilità ritmica e la padronanza unica dello strumento. Vari compositori hanno scritto per questa grande artista, tra cui Joaquín Rodrigo, che nel 1966 le ha dedicato due danze spagnole. Nel corso di una brillante carriera Lucero Tena è apparsa nelle sale da concerto di tutto il mondo, collaborando con prestigiosi direttori tra i quali Mstislav Rostropovič, Rafael Frühbeck de Burgos, Jesús López Cobos, Sergiu Comissiona, Franz-Paul Decker e Miguel Ángel Gómez Martínez, e con importanti compagini come Hamburger Symphoniker, Vancouver Symphony Orchestra e Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks, tra le altre. Ha anche suonato in recital con accompagnata da chitarra o pianoforte.

Xavier de Maistre, arpa

In questo ambito incontra il francese Xavier de Maistre, giovane ma già avviato a fortuna internazionale e alla ricerca di sempre nuove capacità espressive per la sua arpa: per lei trascrive celebri pagine orchestrali, come Ma Vlást di Smetana, o opere per chitarra o pianoforte di Albéniz, Soler e Granados, in un non convenzionale ruolo solista. Due personalità forti e due generazioni diverse, alleate nella ricerca di intrecci inediti e inesplorate sonorità strumentali.
Nato a Tolone nel 1973, Xavier De Maistre studia e si diploma al Conservatorio della sua città e poi si perfeziona a Parigi con Jacqueline Borot e Catherine Michel. Parallelamente agli studi musicali studia scienze politiche prima all’Ecole des Sciences Politiques a Parigi e poi alla London School of Economics. Xavier de Maistre è ospite in numerosi festival. Insegna alla Musikhochschule di Amburgo dal 2001 e tiene regolari masterclass alla Juilliard School di New York, all’Università di Toho a Tokyo e al Trinity College di Londra. Ha lavorato fino al 2008 per Sony, con cui ha pubblicato il suo primo cd Nuit d’Etoiles.